SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Lascio l’ospedale in buone mani, una buona struttura, con personale motivato. Sono tranquillo. Non personalizziamo troppo la mia vicenda, la Regione ha fornito rassicurazioni sui finanziamenti e i progetti saranno seguiti da altri validi dirigenti». Non sarà più il direttore della zona 12 dell’Asur, e questo ormai non fa più notizia.
Giuseppe Petrone lunedì si congeda ufficialmente dalla conferenza dei sindaci del territorio che fa capo all’ospedale sambenedettese. Sindaci che, così come molti medici e i sindacati, lo hanno pregato di restare al timone.
Niente da fare. Il medico di origini calabresi ribadisce diplomaticamente: «Ho deciso di smettere e offrire una testimonianza alla Regione. La mia esperienza mi fa dire che gli ospedali, nel tempo della medicina iper tecnologica, necessitano di investimenti costanti, ogni anno. San Benedetto più di altri ospedali perché parte più indietro».
«NON È UN OTTO SETTEMBRE» Ospedale allo sbando dopo le dimissioni del suo direttore e del primario di Gastroenterologia Perri? Petrone intanto motiva così le dimissioni del quotato medico romano: «Un professionista di eccellente livello che evidentemente qui al “Madonna del Soccorso” non ha trovato le condizioni per realizzarsi e realizzare i suoi progetti».
Gaspari e il sindaco di Grottammare Luigi Merli invece gettano acqua sul fuoco delle polemiche e snocciolano anche dati di prima mano che sembrano positivi per iniziare a colmare le grandi distanze fra San Benedetto e tanti altri ospedali marchigiani. Dicono i due sindaci: «Non siamo di fronte a un 8 settembre della sanità, l’ospedale non vive confusione e disordine ma funziona appieno e il primo ottobre avrà un nuovo dirigente, che sarà scelto in accordo con il territorio». I dati positivi? «Nuove unità di personale sanitario dal 2006 a oggi. Una riduzione sostanziale della mobilità passiva nell’ultimo anno. Dibattiti in tre consigli comunali aperti. Sulla sanità le istituzioni locali non sono rimaste con le mani in mano».
I FINANZIAMENTI PRESENTI E FUTURI In corso di erogazione, precisa la conferenza dei sindaci, è il finanziamento di cinque milioni di euro per l’ospedale civile, erogato in tranche e derivante per una parte anche da alcuni risparmi su delle gare d’appalto: serve per l’impianto anti incendio, per due nuovi ascensori, per la nuova cabina elettrica e per nuove condotte di aerazione.
All’orizzonte c’è un finanziamento di 65 milioni di euro che la Regione ha messo in programma per gli ospedali di Ascoli e San Benedetto. Giovedì prossimo se ne saprà di più, quando i sindaci incontreranno a San Benedetto l’assessore regionale Mezzolani e il dirigente regionale Ruta.

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