SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La stagione turistica può dirsi ormai conclusa. Si sono letti ed ascoltati resoconti e pareri di associazioni, pro loco, assessori. Ma come la pensano alcuni tra i diretti interessati nella categoria degli albergatori i quali sono alla fine proprio loro a dare il quadro più esatto con il registro delle presenze?

Lo abbiamo chiesto a quattro strutture che per dislocazione e tipologia ci sono sembrate un campione rappresentativo. Tirando le somme la conclusione generale si può riassumere in un’unica riflessione: «Poteva andare peggio».

Così la pensa Pericle Guidotti il proprietario dell’hotel “Welcome” a Porto d’Ascoli, già presidente dell’Assoalbergatori: «L’inizio, mi riferisco al mese di giugno, è stato disastroso per le continue notizie sulla crisi e perché molti clienti hanno creduto che la zona terremotata interessasse anche le Marche. Poi una ripresa alla grande con luglio e agosto strepitosi. Attualmente, e siamo a settembre, abbiamo quasi tutte e trenta le camere occupate. Posso dire che quest’anno c’è stata una fattiva collaborazione tra i diversi enti istituzionali e noi albergatori che fa ben sperare per il futuro. Ci vuole passione ed amore anche in questo come in tutte le cose. Ed ora aspettiamo fiduciosi l’apertura del centro congressuale».

Con i suoi cento e passa anni di storia l’Hotel “Progresso” non ha certo bisogno di ulteriori presentazioni, situato com’è nella splendida cornice di Viale Trieste, uno dei tratti più belli del Lungomare. Giorgio Mancini, il titolare, è tuttavia più cauto del collega:«Per noi è stata una stagione altalenante. Ad un pessimo giugno ha fatto seguito un buon agosto, ma solo dal 10 in poi. In questo modo siamo riusciti a recuperare. Ma, al di là delle varie strategie e promozioni, è cambiata la tipologia. Questo è un turismo con giorni di presenze sempre più brevi. C’è persino chi prenota solo per il weekend. Certo non si rinuncia alla vacanza, ma la si accorcia sempre di più. Ci vuole più sinergia tra tutte le componenti turistiche evitando rivalità e invidia. Ricordo a tutti che oggi, se ti sai arrangiare, compri un low-cost a 20 euro e te ne vai ad Ibiza».

Quasi sulla stessa falsariga, dalla parte opposta del litorale cittadino, le riflessioni di Isabella Pazzaglia dell’hotel “Canguro” situato all’estremo sud in via San Giacomo 52: «Alla fine siamo quasi riusciti a riconfermare la stagione passata, il che è già un successo visto come era iniziata questa. Siamo dovuti ricorrere a speciali sconti tipo quello di offrire il soggiorno gratis ai bambini al di sotto dei dieci anni. Ma quello che più incide in modo negativo è la breve lunghezza dei soggiorni. Anche con prezzi scontati»

Chiudiamo con l’hotel-pensione “Bologna” in una traversa tra il Lungomare e via Volta. Il gestore Luciano Pompili conferma l’analisi dei suoi colleghi ed aggiunge: «Addebito la colpa di un pessimo giugno anche alla psicosi del terremoto. Poi la gente ha capito che noi c’entravamo poco ed è cominciata ad arrivare. Ma sono cambiate le esigenze. Una volta si riusciva ad affittare una camera doppia anche a quattro persone. Oggi non più. Non ci sono formule magiche se non quella di vendere i posti letto. Alla stregua di chi vende scarpe o carne. Occorre saper gestire ed organizzare con la massima professionalità eventi importanti per la promozione della Riviera».

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