SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Facendo un bilancio delle azioni amministrative da portare a termine nei prossimi mesi, il sindaco ha espresso giudizi positivi sul Progetto Casa della sua amministrazione comunale.

«Ne vado orgoglioso, finora sono arrivate 23 proposte da parte delle imprese, che sono in corso di valutazione da parte dei tecnici comunali. Voglio chiarire che, a parità di volumi edificati, se questi progetti vanno in porto ben 138 mila metri cubi di capannoni ed edifici dismessi saranno demoliti o fortemente riqualificati. Il Comune, oltre a nuovi spazi standard di legge in termini di verde e servizi pubblici, otterrà anche un centinaio di appartamenti di sua proprietà, da destinare ad affitti a prezzi calmierati per fronteggiare l’emergenza delle tante famiglie che non riescono ad avere una abitazione a San Benedetto».
A parità di volume, precisa il sindaco. Dunque, seguendo quanto da lui esposto, non ci sarà un nuovo consumo di territorio (anche perché a San Benedetto ormai ce n’è ben poco rimasto libero), ma una riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in particolare di quello dismesso e fatiscente. Edifici che potranno essere demoliti, anche previa variante di destinazione d’uso, e ricostruiti sotto forma di edifici residenziali. E il verde e gli spazi per i servizi pubblici? Gli spazi ci saranno, assicura il sindaco, perché le modalità di ricostruzione conserveranno i volumi esistenti modificando le altezze. Occupando più spazio in elevazione, appunto, e guadagnando spazio per verde e parcheggi a terra.
Un esempio citato dal sindaco riguarda uno stabile di via San Francesco, a Porto d’Ascoli. Un ex capannone commerciale che oggi si trova in pieno degrado, inutilizzato, e che grazie a una variante già approvata dal Comune verrà demolito per costruire un nuovo palazzo in cui troveranno spazio un locale per il comitato di quartiere all’interno e dei nuovi parcheggi pubblici all’esterno. Martedì il sindaco incontrerà il presidente della Provincia Piero Celani per illustrare i progetti, dato che la Provincia è ente di coordinamento in materia urbanistica.
IMPIANTI SPORTIVI La piscina comunale “Gregori”, afferma il sindaco, è l’impianto sportivo cittadino che necessita di maggiori lavori di adeguamento. Ma il Comune, continua Gaspari, deve mettersi nell’ottica di pensare alla costruzione di una nuova piscina comunale, un complesso che abbia spazi meno angusti per ospitare i tanti praticanti dell’attività natatoria. Un investimento da programmare anche nell’ottica di una collaborazione fra pubblico e privato.
Serve anche un nuovo campo sportivo, ha continuato Gaspari, in particolare nella zona nord della città. «Il campo sportivo del Torrione al Paese Alto è veramente in pessime condizioni, mi piange il cuore a vedere i ragazzi che respirano tutta quella polvere mentre giocano».

FONDAZIONE CARISAP Sfumata l’opzione Ballarin, e anche quella di villa Laureati, dato che la Fondazione Carisap chiede esplicitamente un’area in cui realizzare un’opera architettonica ex novo, rimangono poche le zone cittadine in cui l’operazione potrebbe essere fattibile. Nel prossimo consiglio comunale il sindaco presenterà alcune proposte all’assemblea, sperando di ricevere anche ulteriori idee. Di zone “libere”, a San Benedetto, ce ne sono poche: zona Brancadoro, la zona di via Mare davanti alla piscina comunale, la zona di proprietà della diocesi vicino al nuovo convento di Ponterotto, la zona di via del Cacciatore, la parte sud di Monte Renzo.

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