SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo quelle rassegnate in estate dal direttore della zona 12 dell’azienda sanitaria locale, Giuseppe Petrone, arrivano nuove dimissioni in ruoli apicali dell’ospedale civile. Si tratta di quelle del dottor Francesco Perri, primario di Gastroenterologia da appena nove mesi.

I sindacati, nella fattispecie la Cgil, rinnovano il grido d’allarme sulle condizioni della sanità pubblica sambenedettese. Il segretario provinciale Funzione Pubblica Cgil Francesco Neroni e il responsabile di zona Roberto Fioravanti affermano: «Ci sono volute le dimissioni del Direttore di Zona perchè tutti prendano coscienza delle difficoltà che da tempo sono presenti nella sanità sanbenedettese. Le difficoltà di tipo strutturali (messa a norma dell’ospedale), gli investimenti tecnologici e la carenza di risorse umane, denotano la scarsa attenzione della Regione nei confronti della struttura sanitaria locale. Nel Dipartimento medico – aggiungono – il servizio di Gastroenterologia, unico nella provincia di Ascoli, è stato potenziato con la nomina di un primario, non supportato da aumento di personale infermieristico tanto che è stato costretto addirittura alla sospensione dell’attività, mentre il progetto di potenziamento del servizio presentato dalla Direzione di Zona nel 2008 è stato “bocciato” dalla Regione. Alla luce dei fatti come interpretare le dimissioni del primario di gastroenterologia nominato da pochi mesi?».

Nella mattinata di sabato, interpellato in merito alle dimissioni di Perri, il sindaco Giovanni Gaspari (in veste anche di presidente della conferenza dei sindaci della zona 12) ha commentato: «Non ne conosco le ragioni esatte, anche se ne avevo avuto notizia informale. Ribadisco che io non ho mai messo bocca nella scelta dei primari, e Petrone questo lo sa benissimo. La copertura dei posti vacanti, in particolare la presenza di medici di fama e capaci, è condizione indispensabile per riportare l’ospedale civile ai livelli qualitativi dei tempi di Sorge, Dardari, Boccabianca e altri nomi noti. Per questo ora queste dimissioni mi danno dispiacere, perchè nonostante le polemiche precedenti alla nomina, adesso siamo punto e a capo».
Neroni e Fioravanti della Cgil rincarano la dose sulle condizioni critiche dell’ospedale, ribadendo il loro allarme su «carenze non certamente risolvibili con le risorse del budget annuale, che sono da sempre insufficienti anche per garantire le normali attività».

«Sono diverse le zone territoriali che nelle Marche, a parità di attività medica, hanno un budget significativamente superiore. Gli effetti di queste scelte della Regione si evidenziano giornalmente durante le attività, con le varie criticità che gli utenti subiscono e che gli operatori tentano di superare con enormi disagi».

Facendo una panoramica sui vari reparti, i due sindacalisti poi affermano: «Il Dipartimento materno infantile da 500 parti annui è passato a oltre 900 parti l’anno, senza un minimo di incremento di risorse umane e tecnologiche. Nel Dipartimento di Emergenza non si è potuto potenziare l’organico neanche nel periodo estivo, per l’impossibilità ad assumere oltre il budget, mentre le risorse tecnologiche sono insufficienti ed obsolete, come le ambulanze. Le strutture territoriali (Prevenzione, Distretto) vivono in sedi inadeguate e non a norma, come il poliambulatorio di Via Romagna, tutti i progetti sono in forte ritardo e scontano anch’essi gli insufficienti finanziamenti. I tempi di attesa sono insoddisfacenti. Le rassicurazioni della politica regionale a poco servono, finora».

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