SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa sta succedendo al porto? Fra camion e teli grigi riparo di miriadi di gabbiani, c’è chi si chiederà quali opere si stanno realizzando nella zona nord dell’area portuale, appena dietro il molo nord e il vecchio e decrepito muretto paraonde.
Fra un utopico “terzo braccio” che torna spesso come concetto nelle politiche di sviluppo del porto – e che sarebbe ben paradossale venisse realizzato proprio nel momento di massima crisi della pesca nostrana, mentre i piani di sviluppo portuale lo prevedono niente meno che dal 1968, altri tempi – e gli allarmismi di chi grida alla “discarica delle sabbie altrui”, cerchiamo di chiarire cosa sta avvenendo.
Intanto c’è da dire che l’attuale muretto paraonde all’esterno del molo nord, come afferma l’assessore regionale alla Difesa del Suolo Gianluca Carrabs, presto potrebbe venire abbattuto. Previa definizione dei particolari con la Capitaneria di Porto.
Nel dettaglio, lo spazio che vedete nel servizio fotografico pubblicato qui a fianco è una “vasca di colmata”. Uno spazio in cui depositare sabbia argillosa e con un certo grado di inquinamento, ma non tale da farla catalogare come “rifiuto speciale”.
La vasca verrà poi ricoperta con materiale solido, ampliando così la larghezza del molo con una nuova banchina nord a cui poi aggiungere nuovi moli. La banchina poi verrà protetta con scogli.
L’operazione viene realizzata dal Genio Civile Opere Marittime di Ancona, e attualmente la vasca viene utilizzata per il deposito di materiale scavato in un tratto di mare di fronte Senigallia, come da accordi presi presso la Regione Marche fra Regione, Comune di Senigallia, Comune di San Benedetto, Capitaneria di Porto di San Benedetto, Capitaneria di Senigallia, Arpam, Genio Civile.
L’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente ha assicurato che le sabbie prelevate a Senigallia sono compatibili e non sono “rifiuti speciali” da conferire nelle apposite discariche.
Il primo materiale argilloso nella vasca è stato inserito nel 2008, selezionando la sabbia scavata dai fondali del porto sambenedettese che non era compatibile con il ripascimento dell’arenile. La cassa di colmata è stata poi impermeabilizzata con tre teli di materiali speciali.
Insomma, le istituzioni ripetono che non si tratta di una “discarica coperta”. O quantomeno è un mezzo per smaltire materiale sabbioso non utilizzabile altrimenti, realizzando al contempo una nuova infrastruttura nel porto. Questa l’interpretazione data dall’assessore regionale Carrabs, in visita a San Benedetto per discutere dell’intervento con la giunta comunale: «Riteniamo questo intervento un modo per ottenere un duplice obiettivo. Stiamo studiando metodologie per coprire al meglio la nuova banchina che sarà realizzata. Sarà uno spazio in più da utilizzare nell’area portuale e sul quale potranno sorgere vari tipi di attività di cui prima ovviamente andrà discussa la fattibilità assieme alla Capitaneria di Porto. E poi si libererà una splendida visuale dal porto verso nord».

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