ASCOLI PICENO – Nulla di nuovo. Non ci si poteva aspettare altro dalla giornata di venerdì a Roma dove presso la sede della Confindustria c’è stato finalmente l’incontro ufficiale tra il gruppo Manuli, rappresentato dall’amministratore delegato Roberto Grandi e dal Responsabile finanziario Franco Gerla, e i rappresentanti locali di tutti i sindacati.

I delegati della Manuli hanno ribadito la ferma volontà di chiudere lo stabilimento produttore di tubi di gomma a Campolungo (Ascoli), a causa di uno spostamento della domanda nei mercati dell’est. L’azienda a questo punto a partire dal 75° giorno dal 3 agosto, giorno della comunicazione della mobilità, ha a disposizione 120 giorni per inviare le lettere di licenziamento.

Ma i sindacati contestano l’argomento dello spostamento della domanda nei mercati dell’est, ritenendo impossibile che non possa esserci una soluzione, alternativa alla chiusura, per attirare clienti dall’Europa, come sempre è stato finora.

La Manuli, ribadiscono i sindacati e il delegato Sdl Andrea Quaglietti da noi interpellato, ha costruito la propria fortuna sulla forza lavoro ascolana e sui numerosi incentivi statali ricevuti nel corso di tutti questi anni, che sono ormai decenni, e chiedono all’azienda quantomeno di aprire un tavolo di discussione per valutare la possibilità di elaborare un piano alternativo alla chiusura.
Da parte sua la Manuli si è detta disponibile, come aveva dichiarato anche in precedenza, soltanto a collaborare affinchè i lavoratori possano beneficiare, fino a sei anni, di tutti gli ammortizzatori sociali previsti.

All’esterno della sede di Confindustria era presente anche una folta rappresentanza di lavoratori (un centinaio secondo i sindacati) che hanno manifestato pacificamente con diversi striscioni.
Con loro anche il sindaco di Ascoli Guido Castelli e il presidente della Provincia Piero Celani.
«Consideravo essenziale e doveroso essere presente, insieme al sindaco Castelli, anche in questa occasione di confronto fra le due parti. – ha affermato Celani – intendo, inoltre, sottolineare il senso di responsabilità e di equilibrio con cui i dipendenti della Manuli stanno affrontando questa delicata e complessa vertenza».

Ora si attende la convocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico di tutti i soggetti coinvolti. Durante l’incontro, che potrebbe già svolgersi la prossima settimana, il Ministro Claudio Scajola tenterà una mediazione per far sì che la Manuli revochi la chiusura o per trovare una soluzione che possa accontentare tutti.

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