ASCOLI PICENO – I sospetti non erano infondati, tutt’altro. Da tempo, come riportato mercoledì da rivieraoggi.it presente sul posto, attraverso le parole del rappresentante del Sindacato dei Lavoratori Andrea Quaglietti e le impressioni di molti, i lavoratori in presidio davanti alla Manuli Rubber lamentavano provocazioni da parte dei bodyguard dipendenti di 4 società di sorveglianza, incaricati di presidiare lo stabilimento contro eventuali azioni di protesta che, però, si sono finora sempre svolte in piena legittimità e civiltà.

L’atteggiamento dei vigilantes (una ventina quelli denunciati) dal di dietro dei fili spinati e delle reti ha spinto i rappresentanti sindacali a chiedere un controllo da parte della Digos. Durante tali controlli, mercoledì mattina, due bodyguard hanno anche tentato di dileguarsi, provando ad allontanarsi dal recinto della fabbrica.

Gli uomini della polizia hanno potuto constatare che i bodyguard erano in possesso di armi non idonee come pugnali, coltelli, sfollagente e spray urticante. Oltre che di cani antisommossa, quelli visibili fin dalla fine della settimana scorsa, quando le ferie erano agli sgoccioli e qualcuno credeva ancora che la proprietà, pur dopo la messa in mobilità di 375 persone, avrebbe deciso di riprendere la produzione per qualche settimana.

La Digos ha inoltre verificato la mancanza da parte dei vigilantes dei requisiti e delle autorizzazioni necessarie per svolgere tale attività.

La questura continuerà nelle indagini sulle ditte e sui vigilantes, i quali sono stati denunciati per possesso di armi improprie ed entro venerdì dovranno interrompere il presidio della Manuli.

«Per noi è una piccola vittoria. – commenta Andrea Quaglietti – Piccola perchè abbiamo problemi più seri. Siamo stati accusati dalla Manuli di aver provocato situazioni pericolose per la sicurezza e per l’ordine pubblico mentre tutte le nostre azioni, come confermato dalle forze dell’ordine, si sono svolte in maniera pacifica. Al contrario loro hanno assoldato persone che agiscono al limite della legalità. Ora è stato dimostrato quello che sostenevamo, e cioè che chi aveva intenzioni poco pacifiche non eravamo noi ma qualcun altro».

Intanto per il 4 settembre è previsto l’incontro sindacale a Roma presso la sede di Confindustria, dopodichè tutte le parti coinvolte saranno convocate dal Ministro dello Svilippo Claudio Scajola

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