SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La festa per la fine del fermo biologico, voluta dall’Amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto e giunta alla terza edizione, aspira a diventare una “festa di popolo”. Martedì sera sulla banchina Malfizia del porto. c’erano circa 200 persone, secondo il Comune, ad assistere alla serata organizzata assieme al Circolo dei Sambenedettesi, animata dagli attori della compagnia teatrale “Ribalta Picena”, cui hanno preso parte, oltre all’assessore alle Politiche del Mare Settimio Capriotti, anche alcuni rappresentanti della Capitaneria di Porto, a partire dal vicecomandante Angelo Tosti.

I pescherecci di San Benedetto hanno ripreso il mare sotto una luna quasi piena, dopo circa un mese di riposo forzato che secondo le direttive ministeriali serve a consentire il ripopolamento della fauna ittica, anche se alcune opinioni divergono sul fatto che il periodo sia quello migliore e il tempo sia sufficiente.

Le operazioni preparatorie prima di mollare gli ormeggi si sono svolte sotto gli sguardi curiosi di famiglie con bambini.

Sul palco “naturale” del monumento al mare dello scultore Paolo Annibali, si sono esibiti a partire dalle ore 21 il duo musicale “Serena e Vittorio Bernardini”, che hanno cantato brani della tradizione nazionale e locale (fino all’inno sambenedettese Nuttate de lune, che ha concluso la serata), mentre gli attori Giancarlo Brandimarti, Francesco Casagrande, Antonietta Del Zompo e Giuseppe Ricci della compagnia “Ribalta Picena” hanno letto poesie dialettali di Bice Piacentini e di Amadio, Onesto, Palestini, Perozzi.

Brandimarti e Carla Civardi hanno poi letto brani di racconti della presidente del Circolo dei Sambenedettesi Benedetta Trevisani, la quale ha presentato l’intera serata, mentre il poeta dialettale Giovanni Quondamatteo ha recitato propri componimenti. Tutti brani ricchi di riferimenti alla vita vissuta (Quondamatteo ha solcato il mare per anni) e alla storia della città di San Benedetto.

«L’Amministrazione comunale è molto vicina alla marineria e alle sue esigenze», ha detto l’assessore Capriotti durante il suo intervento, «questa festa segna anche visivamente l’affetto della comunità locale e degli stessi turisti verso la dura vita del mare, che restituisce a terra l’alta qualità dei prodotti ittici, frutto del lavoro degli armatori e dei marinai. La pesca è la principale tradizione della nostra città, un patrimonio che intendiamo preservare». La presidente Trevisani, a sua volta, ha accennato ai valori simbolici insiti nello stesso monumento di Paolo Annibali e all’intervento che il Circolo stesso sta promuovendo, sulla punta del molo nord, per ricordare la figura della “donna del mare”. Il vicecomandante Tosti, infine, ha parlato della buona collaborazione con la marineria, auspicando una stagione lavorativa positiva.

Dopo la letteratura, la musica e gli interventi delle autorità, la serata si è conclusa con una degustazione di prodotti tipici, principalmente dolci e bevande. Importante anche il lavoro logistico svolto dal gruppo comunale dei volontari della Protezione civile.

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