SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quando bisogna criticare le istituzioni, bisogna farlo. Ma stavolta occorre lanciare una critica alla superficialità o peggio alla mancanza di senso civico di alcuni cittadini.
Raccolta differenziata porta a porta: qualcuno ci sa spiegare come mai si lasciano in strada i sacchetti gialli e blu per “carta e cartone” e rifiuti “multimateriale” (plastica, vetro, barattoli) fuori dalle ore consentite, o peggio fuori dai giorni consentiti?
Di esempi ce ne sono tanti, basta osservare gli angoli di alcune strade cittadine, con un occhio al calendario e uno all’orologio. Le foto che pubblichiamo riguardano il quartiere Sentina, ma vi assicuriamo che ci sono scene simili in tutta San Benedetto. L’immagine notturna poi è abbastanza emblematica. Scattata alle 23 di lunedì in via Alberto da Giussano, mostra alcuni sacchi per la raccolta porta a porta con sullo sfondo il cartello della campagna ambientale “Io riciclo” che dice chiaramente come il giorno stabilito per il ritiro dei sacchi in quel quartiere sia il martedì. Oltre ai sacchi gialli e blu per la differenziata, fanno capolino anche sacchi di plastica tradizionali per l’immondizia, assolutamente da non conferire in quel modo perchè non si capisce quali materiali contengano. Si spera almeno non contengano rifiuti indifferenziati, per i quali a pochi metri ci sono i canonici cassonetti.
Lasciare in strada i sacchi della differenziata ben 24 ore prima del momento in cui la Picenambiente passerà a ritirarli è dovuto a superficialità, pigrizia o mancanza di rispetto per il prossimo? Ci piacerebbe saperlo. Possiamo immaginare che alcuni cittadini – una piccola parte – potrebbero sbagliare il giorno perché ancora sono con la testa alle ferie. Possiamo ragionevolmente supporre che coloro che compiono questo gesto potrebbero essere gli stessi che si dicono “esasperati” dal tenere per una settimana i rifiuti in casa. E preferiscono lasciarli in strada un giorno prima, tanto cosa gliene importa dell’impressione di degrado in cui lasciano una strada cittadina per 24 ore? Un’argomentazione, questa della casa piena di immondizia per una settimana, che è possibile smontare, perché esistono i bidoni della raccolta differenziata “vecchio stile”, perché c’è la ricicleria della Picenambiente nella quale per ogni chilo di rifiuti differenziati consegnati hai diritto a sconti sulla Tarsu, perchè in fin dei conti ad essere passatisti continuano a esistere i cassonetti per la molto novecentesca raccolta di tutto assieme a tutto.

Perché, infine, è anche incoerente fare la raccolta differenziata se non si seguono i dettami che la armonizzano con l’igiene urbana. Una volta selezionati i rifiuti, portarli in strada nei giorni e nelle ore consentite dovrebbe essere ovvio. Invece no. Si nota una consuetudine che, seppur meno impattante di quella di sbagliare giorno, è ugualmente scorretta.
Molti sacchi infatti cominciano ad apparire nelle strade già nel pomeriggio dei giorni deputati al ritiro del “porta a porta”. Mentre le regole di questo sistema dicono espressamente che “l’orario di conferimento davanti al portone di casa è fisso ed invariabile dalle ore 20 alle ore 21.30, a seconda della zona cittadina interessata” (clicca qui per il prospetto completo sul sito del Comune).
Le regole ci sono, basta rispettarle. Altrimenti poi quantomeno non bisogna prendersela con il Comune che ha scelto la raccolta differenziata “spinta”, meritoriamente e anche in maniera lungimirante per l’aumento dei costi di conferimento in discarica.
Prendiamo l’umido, ad esempio. Perché alcuni cittadini continuano a conferirlo nei bidoni marroni – bontà loro – ma all’interno di buste di plastica, invece che nei sacchetti speciali anti odori? Magari si tratta delle stesse persone che fanno la raccolta dell’umido di malumore, dicendo che crea puzza in cucina. Con il sacchetto di plastica e basta, è inequivocabile che gli odori si sentono di più.
Capitolo “Gabbianelle” in centro. L’idea è moderna seppur può creare qualche problema per gli orari troppo rigidi. Aggiustarli, come ha promesso il Comune più volte tramite l’assessore Canducci, può servire a migliorare il servizio.
Insomma, la volontà di migliorare il migliorabile c’è, le regole ci sono e, a parere di molti, dalla raccolta differenziata non si può e non si deve tornare indietro. Perché occorre ricordarsi sempre che l’effetto “Napoli” nelle nostre strade è molto spesso colpa proprio di noi stessi. E che ce la dobbiamo prendere con noi stessi e non invocare ritorni all’antico, perché è preferibile vedere qualche sacchetto in strada per via della superficialità di qualcuno, che vederne tanti e tutti i giorni perché le discariche sono stracolme.

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