ASCOLI PICENO – Protesta sospesa alla Novico Medical Division, la proprietà denuncia gli operai che occupano il reparto sterilizzazione siringhe, il sindaco di Ascoli Castelli si offre di difenderli gratuitamente. E il 7 settembre pare che ci sarà un tavolo di trattativa alla presenza anche della proprietà dell’azienda ascolana di strumentazioni mediche.
La cronaca. I sei dipendenti che avevano occupato il reparto sterilizzazione e iniziato uno sciopero della fame hanno sospeso la loro protesta nel tardo pomeriggio di venerdì dopo un giorno e mezzo. Hanno deciso di farlo – ha spiegato uno di loro, Fabrizio Valori, delegato Ugl nella Rsu – dopo avere ricevuto assicurazioni dal sindaco Guido Castelli che il 7 settembre sarà firmato l’accordo per la cassa integrazione. Utile anche l’opera di mediazione della Digos.
La proprietà dell’azienda, che è in concordato preventivo, nel frattempo aveva denunciato le sei persone chiuse nella stanza dove è situata una vasca al cobalto.
Gli uomini della Digos venerdì sera nel momento in cui scriviamo devono ispezionare il locale e gli operai vogliono dimostrare che tutto all’interno è perfettamente integro. Guido Castelli, sindaco di Ascoli e avvocato, si è offerto di difenderli gratuitamente nella vertenza in tribunale annunciata dall’imprenditore Antonio Montagna.
«Il primo cittadino ci ha messo la faccia – ha dichiarato Fabrizio Valori, portavoce dei manifestanti – e lo vogliamo ringraziare. Ci ha detto che abbiamo raggiunto il nostro scopo, per cui finiremo la nostra protesta».
La trattativa continuerà il 7 settembre, quando è stato convocato un “tavolo allargato”, al quale sembra possa aderire anche la proprietà. Era una delle condizioni poste dai manifestanti per concludere l’occupazione.

Inoltre, anticipa il segretario nazionale dell’Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, che ha incontrato i lavoratori nel presidio, si sta sollecitando un incontro presso il ministero dello Sviluppo economico, «affinché si possa trovare in breve tempo una soluzione alla crisi che si sta abbattendo sulla Novico».
L’azienda, come mettono in luce i dipendenti, non manca di commesse, e si spera che la procedura del concordato preventivo possa sfociare nell’affitto o nella cessione a qualche imprenditore che voglia far produrre lo stabilimento, facendo lavorare gli oltre 80 operai che chiedono a gran voce un piano industriale, certezze sul loro futuro e un impegno all’Inps per ricevere il reddito della cassa integrazione, «perché non si può campare con 500 euro al mese e senza certezze per il futuro. Abbiamo famiglia, non è giusto. Fate qualcosa per noi».

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