SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Potremmo definirlo l’evento dell’estate. Altro che Powerboat o Summer Games! Marco Travaglio, giunto mercoledì in Riviera in occasione della rassegna “Incontri con l’autore”, ha raccolto il tutto esaurito riempiendo una Palazzina Azzurra stracolma, nonostante la terribile afa delle 18.

Merito certamente del giornalista torinese al quale, comunque la si pensi, va riconosciuta un’abile capacità affabulatoria; ma soprattutto del protagonista della sua ultima opera, ovvero quel Silvio Berlusconi spesso protagonista dei suoi lavori.

Stavolta, con “Papi”, Travaglio (assieme a Peter Gomez e Marco Lillo) affronta il capitolo della vita privata del Premier che, a detta del fondatore del “Fatto”, «diventa affare pubblico se poi è lo stesso che si impiccia legislativamente dei cittadini italiani».

Un libro nato la sera in cui Augusto Minzolini, neo-direttore del Tg1, annunciò indignato che non si sarebbe occupato del gossip riguardante il Presidente del Consiglio. «Gossip che però – ha continuato lo scrittore – ci mostra quanto Berlusconi sia facilmente ricattabile. Perché se a me non frega nulla del suo divorzio con Veronica, al contrario mi preoccupano molto le minacce e i ricatti che il Cavaliere potrebbe subire».

Non potevano infine mancare frecciate e battute nei confronti dell’opposizione, rea di essere rimasta immobile dinanzi a tale situazione: «Ha fatto più la D’Addario in due mesi che il Pd in altrettanti anni». Ed ancora: «Quando è scoppiato lo scandalo, Franceschini si limitò ad un laconico “fra moglie e marito non mettere il dito”. Ma suicidati!»

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