SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Insieme a Marcello Camiscioni, Peppino Mazzocchi è stato il fondatore del turismo sambenedettese moderno, un uomo che ha sempre agito con grande lucidità ed acume, innovando e traducendo in pratica idee vincenti».

Così il ricordo del sindaco Giovanni Gaspari a commento della scomparsa di Peppino Mazzocchi, che appunto insieme a Camiscioni ha fondato nel 1968 l’associazione albergatori “Riviera delle Palme” di cui era presidente onorario, e inoltre la Fiera Out e il circolo tennis “Maggioni”. È stato anche inventore e proprietario di alcuni brevetti legati al turismo e sostenitore di varie strategie per il turismo locale.

Prosegue il sindaco: «Possiamo dire senza alcuna esagerazione che con la scomparsa di Peppino Mazzocchi si chiude un’epoca per la nostra città, quella di anni in cui il boom economico procedeva di pari passo con l’effervescenza delle idee che lo alimentavano. Certamente il suo resterà un esempio da seguire, per noi tutti, per quello che ha fatto e per lo stile così umano e signorile con cui lo ha fatto. Peppino mostrava sempre un estremo rispetto per l’altro. Ai miei tempi, lavorare d’estate nel suo hotel era una sorta di punto d’arrivo, anche perché assumeva regolarmente il personale, quando questa era quasi un’eresia. E oggi sembra quasi che se ne sia andato in punta di piedi, come era vissuto, nonostante la sua vulcanica attività».

«Mazzocchi è stato sempre lungimirante, e a volte anche troppo», prosegue il sindaco. «Infatti, parlava di centri per la talassoterapia quando in Italia non ce n’erano ancora, e vedeva nella Sentina una importante risorsa, quando era soltanto una zona di caccia. Non idealizziamo il passato se diciamo che gli anni in cui operò Mazzocchi furono entusiasmanti, gettando al tempo stesso le basi per una prosperità economica che dura tuttora».

«Ci mancheranno la sua freschezza di idee, la sua preparazione, la sua curiosità intellettuale», conclude il sindaco, «Pochi sanno che Mazzocchi era un grande esperto di palme. Stava preparando un libro, e aveva in mente un’area a San Benedetto, in cui raccogliere e descrivere tutte le specie esistenti, non soltanto quelle esistenti in città. Essere legati al presente senza perdere di vista il futuro è stato il suo stile e l’esempio vivissimo che resta a noi sambenedettesi dalla vita di una figura come Peppino Mazzocchi».

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