SAN BENEDETTO DEL TRONTO- A Porto D’Ascoli, davanti al numero 10 di via Indipendenza c’è una piccola area verde ad uso pubblico. Sta su una traversa di via Mare a due passi dalla Rotonda Salvo D’Acquisto. Di proporzioni ridotte ma quanto basta per quattro panchine, sotto ad un’ampia copertura di alberi di diversa tipologia tale da creare un polmone di verde importante in una zona ad ampia densità residenziale.

Ebbene il posto è ridotto in condizioni pietose. Delle quattro strutture in legno messe lì per potersi sedere e riposare al riparo dal sole cocente, tre di queste sono piene di bottiglie di plastica, cicche di sigarette, avanzi di panini, cartacce e sporcizia di ogni genere. Mentre il raccoglitore, posto nel bel mezzo del parco, resta vuoto e del tutto inutilizzato.

Ironia della sorte, proprio all’ingresso di questo che potrebbe essere un godibile mini parco pubblico, ci sono i cassonetti per la raccolta dell’immondizia e martedi, seguendo i dettami della raccolta differenziata porta a porta, per quel settore della città è il giorno del “conferimento” e gli abitanti, diligentemente, hanno risposto in massa. Anche se qualcuno lascia le buste con carta e plastica ben prima dell’orario stabilito, cioè dalle 20 alle 21:30. Ma questo è un altro discorso.
Così, mentre da una parte ci si adegua alle ambizioni dell’Amministrazione nel voler rendere San Benedetto una città ad alto tasso di raccolta differenziata, a neanche 20 metri di distanza impera indisturbato l’esempio contrario.

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