Fatti. Sarò fissato ma credo che la nostra riviera non abbia alcun “santo in paradiso”. Anche i particolari contano. Il Tg2 nel commentare la notizia del ritrovamento dei due fidanzatini ha inquadrato così la nostra spiaggia: cento metri di arenile vuoto e alcuni ombrelloni sullo sfondo. Magari qualcuno mi spiegherà che in certi casi si fa così.
Summer Games. Uno degli organizzatori mi ha telefonato due volte per “rimproverarmi” a proposito del mio “DisAppunto” intitolato “Bella manifestazione ma da rivedere”. Ma anche per non aver letto nostri servizi con vistosi ed entusiastici reportage della notte tra il 14 e il 15 agosto. Nei quali avremmo dovuto evidenziare che non è successo niente. Eppure gli abbiamo dedicato la copertina della rivista Riviera Oggi Estate, articoli di presentazione ed “input” importanti su un portale come il nostro che vanta (mi costringono spesso a ripeterlo) undicimila lettori unici al giorno e milioni di visualizzazioni. Così è la vita. C’è sempre da imparare.
Samb. Ho apprezzato molto le parole del vice presidente della Sambenedettese che, senza il minimo timore, ha affermato che lui e Sergio Spina vogliono aiutare la Samb, possibilmente senza rimetterci dopo magari qualche investimento iniziale. Parole mai sentite prima: tutti gli altri hanno sempre detto che prendevano la Samb per amore (“mio padre mi portava al Ballarin“, “Ho visto una gara e il tifo e mi sono innamorato” e così via) lasciando intendere, seppur furbescamente e velatamente, che quello era il motivo per cui ci mettevano soldi per farla tornare vincente. Dopo qualche mese o anno: “Abbiamo già tirato fuori dalle nostre tasche un milione, due milioni di euro“, la stessa cifra che la società aveva di debito. Quel “di tasca nostra” non l’ho mai capito. Bartolomei ha detto in pratica l’esatto contrario ma anche lui e Spina fra un po’ si troveranno in una situazione debitoria che li spingerà a dire che non ce la fanno ad andare avanti. Mi piacerebbe tanto che lo dicessero prima che la situazione precipiti. Per questo quelle parole mi sono piaciute molto.
Nei Dielttanti ai vari Torquati, Iacoponi, Casucci, è successo questo diventando ostaggio del primo offerente. Ci salvò Luciano Gaucci il quale però ebbe dopo un po’ il bisogno imperante di trasferire i debiti accumulati: Agnello prima, Mastellarini, Soldini furono il nefasto proseguimento senza via d’uscita. Poi un sussulto con i Tormenti, i quali nel cognome e poi anche nel dna, contenevano il presagio di una morte sportiva poco annunciata e a rate. In tutto questo la sottoscrizione popolare c’entra e come ma mi sono allungato troppo per cui spiegherò il perchè nelle prossime puntate.

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