SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In merito alle dimissioni da direttore della zona 12 Asur del dottor Giuseppe Petrone, il segretario provinciale della Ugl Sanità Benito Rossi afferma: «Non parliamo da oggi di una sanità nel Piceno in forte crisi di identità programmatica. Come al solito, in Italia, i fatti fanno clamore quando avvengono mentre tutto passa inosservato sino poi arrivare al classico uovo di Colombo. A San Benedetto il dottor Petrone si è dimesso tra clamori ed incredibili silenzi, come se le dimissioni fossero un fatto personale mentre da quello che ci risulta, da anni, la struttura della Zona 12 necessità di capacità organizzative, di personale, soprattutto infermieristico ed Os, per sostenere i servizi e di milioni di euro per mettere a norma la struttura; tutto contornato da un silenzio politico che farebbe pensare ad una avvenuta dimissione di massa».

Rossi continua affermando che «ad Ascoli chiude un centro malattie infettive come se nulla fosse successo; abbiamo forti necessità economiche per realizzare in questo sud delle Marche un polo di eccellenza qualitativo ma anche laddove ci siano capacità umane mancano soldi e tecnologie. Le dimissioni di Petrone rappresentano la punta di un iceberg con responsabilità politiche che si sono susseguite come una palla di neve. Tutti vogliono “la carica politica” per essere generali della sanità ma nessuno è veramente in grado di affrontarne il peso politico a parte l’impressione mediatica. Tutto questo è manna dal cielo per il pensiero concreto Anconacentrico».

Riguardo alla messa a norma dell’ospedale, Rossi sostiene che i soldi «non arrivano ma ci attivano continue restrizioni sul personale adibito all’assistenza diretta: voi come tradurreste questo concreto messaggio politico proveniente dalla Regione Marche?».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 703 volte, 1 oggi)