SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I locali “fracassoni” non ci stanno e rispondono a Gaspari. I bar “Marequita”, “Cocktail & Dream” e “Barcode”, costretti sino a fine ottobre a cessare i servizi entro la mezzanotte, respingono le accuse riguardanti il mancato rispetto dei limiti legati a decibel e rumori.

I gestori nel corso di una conferenza stampa congiunta smentiscono in questo senso ogni violazione, dichiarando che da fine maggio, ovvero da quando esiste l’ordinanza del sindaco, «c’è stata massima attenzione per il rispetto delle regole».

«Abbiamo sempre chiuso non oltre le 2 – dichiarano all’unisono i titolari – ed inoltre non è mai stato elargito alcol ai minorenni».

«In questi mesi – continuano – non abbiamo subito mai alcun controllo ufficiale. Ora invece il primo cittadino ordina la chiusura dei nostri bar alle 24. Chiediamo dunque a lui l’immediata sospensione del provvedimento ed un incontro per dopo Ferragosto nel quale discutere con amministrazione e forze preposte della vicenda».

Riunione che però quasi certamente non avverrà, visto che Gaspari ha rifiutato qualsiasi tipo di “concertazione”, affermando: «Le violazioni sono state reiterate. Non ho avuto allucinazioni notturne: esistono le relazioni delle Forze dell’Ordine, le rilevazioni dell’Arpam e le proteste dei cittadini. Non ci saranno riunioni; noi non scherziamo più».

I locali “Florentia” e “Birlandia” hanno manifestato completa solidarietà ai bar in questione. Ancora silenzio invece dalle parti del “Geko”.

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