GROTTAMMARE – «Un’edizione da venticinquennale sotto ogni aspetto, sia tecnico, che per la presenza di nomi che per quella dei nuovi comici, tutti di alto livello. I numeri sono eclatanti, c’è stato un 300% di incremento negli incassi rispetto al 2003. Un Festival di questo livello merita più rispetto dalla Regione, non possiamo essere sempre il sud del mondo».

È il commento del sindaco Luigi Merli  alla presentazione alla stampa del bilancio di questa XXV edizione del Cabaret, amoremio! che davvero ha sbancato in tutti i sensi.

«Non va assolutamente dimenticato – afferma il sindaco Merli – che noi produciamo un Festival: produrre non è come comprare un pacchetto pronto di tre serate».

Ma vediamo i numeri: questa venticinquesima edizione ha avuto 60 mila e 78 euro di incassi per un totale di 3 mila e 232 paganti. Nel 2003 – il rapporto viene fatto con la prima edizione con sindaco Merli – l’incasso era stato di 20 mila e 519 euro, per un totale di mille e 690 paganti. Un incremento davvero forte che «non è dovuto all’aumento dei biglietti – spiega l’assessore Piergallini – ma alla crescita vera e propria del festival». Il prezzo dell’abbonamento, comunque, è infatti aumentato dal 2003 di 15 euro.

Piergallini pone anche il paragone fra spesa totale e la quota a carico del Comune fra questa edizione e quella del 2005 che, in tutto, è aumentata solo di 10 mila euro, soprattutto per i costi della sicurezza dovuti anche dal cambiamento della location, il Parco delle Rimembranze, molto più ampio del Giardino comunale. Nel 2005 il costo totale fu di 93 mila euro e il costo del Comune di 44 mila euro. Nel 2009 il costo totale è di circa 140 mila euro, ed il Comune avrà un costo di 56 mila euro. Il rapporto il contributo del Comune è sceso quindi dal 50% del 2005 al 43% di questa edizione, a fronte degli incassi in aumento.

Secondo sostenitore di rilievo dopo il Comune è la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, con i 25 mila euro annuali. Ad esprimere l’alta soddisfazione è Gian Luca Gregori, consigliere delegato: «È un  esempio di lungimiranza di marketing territoriale, la strategia che c’è dietro è coerente col territorio, si creano eventi di nicchia che funzionano, soluzioni che riescono a ravvivare il territorio». Apprezzato anche il metodo di trasparenza dell’amministrazione di presentare, a fine evento, il bilancio.

Il direttore artistico Pepi Morgia mette il punto anche su un aspetto importante, ovvero che «con il casting che abbiamo avuto, il Festival costerebbe molto di più. Oltre alle amicizie, gli artisti sono davvero felici di partecipare».

Ritorna anche quest’anno la parola “televisione” ed anche quest’anno Morgia spiega che non è possibile passare il festival in televisione, per diversi motivi, come ad esempio i contratti personali degli ospiti che porterebbero oltretutto i costi alle stelle. «Promuoviamo comunque il festival in televisione – spiega – utilizzando la possibilità dei tre minuti di cronaca, dando degli spezzoni come speciale».

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