SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche le cronache nazionali ultimamente hanno parlato di disavventure capitate ad alcuni turisti che sono stati costretti a pagare conti molto esosi nei ristoranti delle città italiane. In effetti spesso i ristoratori non sono poi così chiari nell’esposizione dei menu con i relativi prezzi, cosa che invece è obbligatoria per legge. A ciò si aggiunge l’usanza italiana di far pagare il coperto. Ecco cosa propone un nostro lettore a riguardo:«Ho viaggiato in diversi Stati d’Europa e ho molti amici stranieri e da nessuna parte ho visto che si paga il cosidetto fastidiosissimo “coperto”, anche se spesso è una cifra irrisoria, magari di un euro a persona, ma se si tratta di una famiglia di quattro persone ad esempio già sono 4 euro. Quando i miei amici dall’estero vengono in Italia mi domandano tutti cosa devono pagare quando trovano sul conto quella strana dicitura che chiamano “coperto”. Ci vogliono spesso diversi minuti alla cassa del locale o al tavolo del ristorante per spiegare e quando realizzano di cosa si tratta realmente, rimangono il più delle volte increduli rispondendo: «Cosa? Dobbiamo pagare per avere il piatto e le posate? Ma se è così la prossima volta ce le portiamo noi da casa!!!».

In effetti pensandoci il coperto è assurdo, ridicolo, anche disonesto.

Sarebbe molto più intelligente aumentare la pizza oppure l’ordine di un euro sul listino, nessuno si lamenterebbe e probabilmente non ci farebbe neanche caso.

Propongo che San Benedetto del Tronto, una bellissima città e gioiello del mare Adriatico, possa diventare in questo senso un modello per le altre città italiane e fare la scelta di non eliminare il coperto dal conto del ristorante. Sarebbe bello per i turisti, ma anche per noi residenti, ideare una campagna pubblicitaria del tipo “San Benedetto is coperto free! ” ( San Benedetto si dissocia dall’aggravare del coperto).

In fondo è anche un’idea simpatica che ci aiuta a fare un piccolo passo per una nostra maggiore internazionalizzazione».

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