SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Una volta li riconoscevi a vista i latin lovers della Riviera delle Palme. Si dividevano in due distinte categorie. Quelli di mammà e quelli di papà.

I primi, perennemente squattrinati, con la faccia insolente ma belli come lei li aveva fatti. Erano l’orgoglio della progenitrice. Stirava loro le camice al millimetro e lustrava le scarpe ad abbaglio. Avevano, come armi di seduzione, un fisico a prova di costume da bagno esposto con consumata sapienza alla Serenella o la posa con sguardo da gattone al sole sfoderata con indolenza al Bacio dell’Onda.

Con i pochi soldi a disposizione, portavano la tedescona, la svedesina o la milanès a (nell’ordine): prendere un gelato, passeggiare in spiaggia, fare all’amore nel retro di una macchina prestata da un amico dall’alto di uno dei tornanti del Monte della Croce.

I secondi avevano già il posto di lavoro assicurato, si fingevano secchioni a scuola per incassare la paghetta, giocavano a tennis al Maggioni per poi prendere l’aperitivo al Florian. Erano sfrontati, selettivi ed egoisti ma belli come lui li aveva fatti. Erano la luce degli occhi del progenitore.

Con i molti soldi a disposizione portavano la tedescona, la svedesina o la milanès a: mangiare pesce, ballare al Cavalluccio Marino, fare all’amore nella casa estiva a Monte San Marco. Due provenienze, un unico scopo.

Con il latin lover della Riviera quella che ci stava lo faceva perché sapeva come sarebbe andata a finire e loro difficilmente deludevano. In tempi di strati sociali livellati, trend che durano ventiquattrore, ragazzi che si depilano e ragazze che si defilano c’è ancora posto per il conquistatore latino?

Per Genny Donno, la simpatica turista poco più che ventenne venuta dalla provincia di Taranto«: E’ una razza sepolta ed estinta da tempo. Oggi i latin lovers siamo noi ragazze. Eppure mi piacerebbe essere corteggiata come un tempo. In fondo sono una donna. La vera riserva naturale siamo però noi del sud. Mi dispiace ma qui da voi non se ne trova traccia».

Gli fa eco il signor Ginetto Tosi da Guastalda in quel di Reggio Emilia : «Il latin lover aveva bisogno di tempo e pazienza perché le ragazze sapevano farsi desiderare. I ragazzi di oggi, poveretti, da cacciatori sono diventati prede e si sentono spiazzati, compresi quelli di casa vostra».

Seduto su una panchina della pineta di Viale Buozzi c’è un ragazzo con la faccia alla Jhonny Depp che si chiama Giancarlo Feriozzi, sambenedetese doc. Matilde Ferrini e Grazia Siletti di Torino gli stanno addosso e se lo piluccano con gli occhi (per il momento): «Conquistatore lui? Diciamo che ne ha tutti i numeri ma, come spesso succede oggi, dovremo essere noi a fare la prima mossa, ed in fretta»

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