Pubblico volentieri una lettera aperta di Franco Zazzetta a proposito delle dimissioni del dottor Giuseppe Petrone da direttore della zona 12 dell’azienda sanitaria regionale e dell’ospedale Madonna del Soccorso. E’ rivolta anche a tutti i cittadini sambenedettesi e piceni. Come ricorda lo stesso scrivente, il parere è autoritario avendo egli occupato ruoli importanti nella sanità sambenedettese.
A fine lettera non posso esimermi da alcune mie personali risposte alla domanda che si pone Zazzetta. Dettate dalla mia quarantennale esperienza all’interno del nosocomio sambenedettese. Ecco il testo integrale:

Gentile Direttore,
Le chiedo la cortesia di concedermi un piccolo spazio del Suo quotidiano. Sono Franco Zazzetta, in passato ho svolto le funzioni di assessore alla Sanità del Comune di San Benedetto del Tronto, poi quella di Presidente del Comitato di gestione che nei primi anni della riforma della sanità pubblica è stato il massimo organo di indirizzo e operativo di settore.
Anche, successivamente, sebbene da privato cittadino, mi sono interessato di sanità e, naturalmente, in particolare dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto. Stamane dai giornali ho appreso che l’attuale Direttore Dott. Giuseppe Petrone si è dimesso dal Suo incarico. Il Dott. Petrone mi conosce anche perché, in questi anni, in più occasioni, ho segnalato gli elementi positivi ma anche quelli negativi che mi capitava di rilevare.
Devo precisare che nel corso della Sua Direzione le segnalazioni di aspetti negativi sono mano mano andati diminuendo talchè, se ben ricordo, negli ultimi periodi, i miei interventi sono stati solo per segnalare aspetti positivi legati ai continui miglioramenti della struttura e della organizzazione del lavoro. Anzi, proprio ultimamente ho avuto occasione di riferire al Dott. Petrone di complimenti e congratulazioni di un utente molto esigente, molto qualificato ma anche con molti pregiudizi nei confronti dell’Ospedale.
Tutto questo per dire che, a mio modesto parere, la Direzione Petrone, dalla costituzione della Unità Sanitaria Territoriale ad oggi è stata una delle migliori e questo senza voler denigrare le precedenti, nel senso che il Dott. Petrone, ma anche questo è un merito, ha saputo anche concretizzare tutte le esperienze e programmi messi a punto da precedenti Direzioni, valorizzando tutte le professionalità interne, convincendole della bontà dei progetti e coinvolgendole nella loro realizzazione.
Posto questo mi chiedo e chiedo a chiunque possa darmi una risposta, perché il Dott. Petrone si è dimesso? A mio parere due possono essere le risposte.
1) per stanchezza, per desiderio di cambiare, per proposte migliori;
2) per contrasti con gli Organi Sanitari della Regione sui progetti da sviluppare nel nostro territorio.
La prima ipotesi è un fatto personale. Su questo c’è poco da dire. Personalmente però chiedo al Dott. Petrone una riflessione ed un ripensamento perché sono molto convinto che per la Sanità del ns. comprensorio Egli può fare ancora molto e soprattutto può raggiungere grandi soddisfazioni professionali. La seconda ipotesi è molto più complessa. Se ci sono motivi di contrasto con la Regione legati ai progetti di sviluppo sanitario del ns. specifico territorio, ritengo che il Direttore dott. Petrone, seppure organo squisitamente tecnico, debba trovare il modo di renderli noti agli utenti cittadini perché questi hanno tutto il diritto di conoscere questioni che riguardano un settore così delicato come la sanità.
Questo invito naturalmente è rivolto anche agli Organi Regionali di Settore. In particolare agli assessori Mazzolani e Donati ai quali mi permetto rivolgermi perché si affrettino a respingere le dimissioni presentate dal Dott. Petrone e colgano l’occasione per approfondire con Lui, con i Direttori dei Dipartimenti, ma anche con le comunità interessate, i temi ed i problemi che le dimissioni del Dott. Petrone comunque hanno posto.
Sono d’accordo con l’Assessore Donati, l’Azienda Unica Ospedaliera è un evento storico ed apre orizzonti del tutto rassicuranti per gli utenti della Sanità della ns. ormai piccola Provincia. Tengo però a ricordare all’Assessore Donati, e questo non lo intenda polemicamente, che tutto però cammina ed avanza con la intelligenza e la capacità degli uomini. Se così è, come almeno io credo, facciamo tutti gli sforzi possibili, per non disperdere professionalità che possono essere molto utili alla nostra comunità. La ringrazio molto per l’ospitalità.
San Benedetto del Tronto, lì 06/08/0
Franco Zazzetta

Caro Franco mi permetto di dare il mio contributo alla domanda che ti poni e alla quale dai due possibili risposte che, secondo me, entrambe contengono la verità. Dalla prima però escluderei “Desiderio di cambiare e proposte migliori” mentre sommerei la parola “stanchezza” alla tua seconda ipotesi: e cioè stanchezza per contrasti con gli Organi Sanitari della Regione sui progetti da sviluppare nel nostro territorio. Mi spiego ricordando che avevo scritto circa un mese fa che il dottor Petrone stava per concludere il suo mandato. Scrivevo che sarebbe stato “licenziato”. Invece si è dimesso, seppur nel rispetto dei tempi da me previsti. Perchè? Per i motivi che tu hai sapientemente indicato (“le segnalazioni di aspetti negativi sono mano mano andati diminuendo”, scrivi) e cioè perché, sempre secondo me, Petrone si è innamorato di San Benedetto del Tronto (non è il primo e noi sambenedettesi lo sappiamo bene) per cui, ad un certo punto, ha iniziato ad opporsi ai voleri di chi lo aveva designato dalla sua Ancona (anche se è calabrese, se non sbaglio) che mai, per mia esperienza, sono stati favorevoli allo sviluppo del nostro nosocomio. Le dimissioni sono state il riconoscimento “concordato” con chi gli aveva assegnato un ruolo così prestigioso e remunerativo economicamente. Per lo stesso motivo la spiegazione di Giuseppe Petrone tarda ad arrivare. Sempre secondo me.

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