dal settimanale Riviera Oggi Estate
ALBA ADRIATICA – Giammarco Giovannelli è un albergatore di Alba Adriatica. Attualmente ricopre la carica di presidente della Federalberghi Confcommercio per la provincia di Teramo.
In base alle prime impressioni e sensazioni, come giudica l’andamento della stagione turistica albense?
«Ora è difficile dare un giudizio, come noto i numeri sulle presenze e gli arrivi vengono forniti dalla Regione a settembre. Per ora si può parlare solo di quello che è il nostro colpo d’occhio. Fin dall’inverno scorso gli albergatori avevano l’impressione che la stagione estiva avrebbe patito le ripercussioni della crisi economica nazionale sulle economie familiari, con il fenomeno del calo dei consumi che fa rinunciare alle vacanze o comunque fa ridurre il budget di spesa a disposizione. Federalberghi ha verificato con dati ben precisi che si tratta di un dato nazionale che colpisce fortemente il settore turistico. In Abruzzo poi abbiamo avuto un contesto tutto particolare».
Si riferisce ovviamente al dramma del terremoto a L’Aquila. Quali conseguenze ha avuto sulla percezione dell’Abruzzo a livello nazionale?
«Le proporzioni del dramma, e in particolare la costanza dello sciame sismico dopo il 6 aprile e fino all’estate inoltrata, hanno creato un duro colpo all’immagine di tutto l’Abruzzo, nonostante la costa sia del tutto immune dal rischio di crolli».
Ad Alba, come a San Benedetto, come su tutta la costa picena e teramana, gli albergatori hanno ospitato migliaia di sfollati nelle loro camere fin dal 7 aprile…
«Un gesto di solidarietà ai nostri “cugini” aquilani che andava fatto senz’altro. Devo dire per onestà professionale che le necessità di alloggio degli aquilani hanno coperto quella parte della nostra offerta di camere che altrimenti sarebbero rimaste invendute, se non disdette dopo le prenotazioni invernali proprio a causa del terremoto. Ma, ripeto, se dobbiamo parlare di domanda di camere tout court, le impressioni iniziali sulla crisi economica sono state confermate».
Le leggi della domanda e dell’offerta vogliono che in periodi di crisi del potere d’acquisto si assista a un abbassamento dei prezzi, o comunque a forme incentivanti di promozione.
«Certo, queste sono le logiche del mercato. Noi ad Alba siamo aiutati da una nostra per così dire tradizione promozionale, che da anni punta molto non solo sulle fiere di settore ma anche sul web marketing. Ci investiamo molto e ci dà risultati ottimi. Ora il rush finale delle prenotazioni ad agosto potrà essere confortato da sconti che siano da stimolo».
Anche ad Alba la presenza di turisti stranieri è in netto calo, come nella Riviera delle Palme?
«Credo proprio di sì, il calo è netto, si vede a occhio nudo. Serve un’intesa con la Regione, con gli aeroporti vicini, per programmare degli scali pluriennali dalle nazioni che sono il nostro target».
Nel bacino turistico italiano, quali sono le regioni più rappresentate ad Alba?
«È da tempo che in molti vengono ad Alba dalla Toscana, dal Piemonte, oltre che ovviamente dall’Umbria. Toscani e piemontesi poi dicono di aver ricevuto una grossa sorpresa positiva dalla costa del medio adriatico e del teramano, che ritenevano fosse molto di massa. E invece scoprono con stupore che abbiamo una tranquillità, una bellezza ambientale e un ottimo rapporto qualità-prezzo, che si differenzia da destinazioni più vicine a loro, ma più d’elite, come la Liguria e la Versilia».
Come associazione di categoria, quali strategie vi proponete per migliorare i risultati futuri?
«Ad Alba abbiamo imprenditori dinamici, che investono in strutture e personale. Ce la mettono tutta per migliorare l’offerta turistica e ricettiva. Ora bisogna stimolare sempre più gli enti locali a legare il nostro marketing alle politiche ambientali, al potenziamento delle infrastrutture e degli scali aeroportuali. Oggi il turismo, anche ad Alba, non è più solo mare. Dobbiamo offrire in maniera sempre migliore un pacchetto turistico integrato fra costa, collina e montagna, aprirci a mercati di nicchia come il diporto nautico e gli appassionati di golf. Rendere sempre migliore il decoro urbano e l’igiene. Queste sono le sfide nel nostro futuro».

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