Dal lettore “Lux” (pseudomino ma non anonimo) a proposito della lettera inviata al presidente della Figc:
«Anche io ho da ridire sulle argomentazioni addotte e dal tono umile usato. Io avrei citato il caso della Fiorentina, che quando fallì era in B e non fu mandata in Eccellenza come capitava allora ai poveri, ma le fu creato il Lodo Petrucci per farla rimanere almeno in C2, perchè dalla D non si sa se sarebbe stata promossa.
L’anno dopo per salvare il Napoli dalla C stavano fregando il Catania che poi si ribellò ed ebbe ragione dal TAR. Allora per non far retrocedere il Napoli salvarono tutte le retrocesse, ma invece del povero Cosenza che fallì proprio perchè retrocesso ripescarono “per meriti sportivi” (forse quelli di avere tifato contro la nazionale in Italia-Messico del ’94) ancora la Fiorentina che matricola in C1 al posto della prima in graduatoria tra le non promosse in B.
Si creò una B a 24 squadre, madre di quell’aborto che è la B a 22 squadre attuale e, udite udite, furono indette 6 promozioni in serie A, ingolfandone il campionato a 20 squadre e facendo si che ancora una volta la Fiorentina, come sesta promossa, beneficiasse della mano benevola di una Federazione che fa la voce grossa con i piccoli ma che è sempre piccola con i grandi.
Questo avrei scritto ad Abete, che oggi non vuole creare precedenti, magari ricordando squadre che hanno avuto il beneficio di spalmare i loro debiti in due generazioni o altre che avendo addomesticato vari campionati se la sono cavata con un anno di purgatorio in B. Poi avrei accettato con orgoglio e dignità qualsiasi decisione, ma senza passare da fessi. Il messaggio è rivolto anche a “ammeccicò” che dice di guardare la Fermana. Guardiamole tutte le squadre e concorderai che si sono sempre adottai due pesi e due misure, e la misura per noi è stata sempre la meno conveniente»

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