ASCOLI PICENO – Di seguito riportiamo il testo della lettera che il presidente del consiglio comunale di Ascoli Umberto Trenta ha inviato al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola:
«La Presidenza del Consiglio Comunale, preso atto della drammatica situazione relativa all’apertura della procedura di mobilità per n. 376 lavoratori che significherebbe la cessazione dell’attività idraulica della “Manuli Rubber Industries”, azienda storica presente nel territorio, chiede un Tuo interessamento concreto rispetto a questa azienda che è una multinazionale, al fine di scongiurare i licenziamenti e mantenere l’attività industriale sull’idraulica anche nel sito di Ascoli Piceno.
La drammaticità  di questa procedura si aggiunge alle già note vicende da Te conosciute come l’Ahlstrom, la SGL CARBON e la situazione di crisi e di disoccupazione che il territorio piceno subisce già da qualche anno. Nella Tua visita ad Ascoli Piceno nel confronto con le OO.SS. CGIL, CISL e UIL, che da tempo sollecitano interventi e con gli imprenditori, hai potuto toccare con mano le amare vicende che attanagliano, ormai, questo territorio. In quella sede le suddette OO.SS. chiesero di riaprire il tavolo presso il Tuo Ministero riguardante la Val Tronto e la Val Vibrata. Oggi sono io a chiederti unitamente al Sindaco e all’Assessore allo Sviluppo Economico, ma insieme alla città e al suo territorio, un intervento mirato e con dotazione di risorse economiche adeguate per fermare l’emorragia  e dall’altro per riposizionare un nuovo sviluppo economico così come previsto in quell’accordo.
Stimatissimo Ministro l’accorato appello che Ti rivolgo, insieme al Sindaco Guido Castelli e all’Assessore allo sviluppo economico Massimiliano Di Micco, che in queste ore di febbrili trattative ci vedono impegnati alla tutela e alla salvaguardia delle aziende sul territorio e delle maestranze, è un impegno Tuo personale e del Tuo Ministero per evitare che questo territorio possa vedere la rottura della coesione sociale, la perdita di salario da parte di giovani lavoratori che hanno contratto mutui e per i quali il lavoro è l’unica frontiera di riferimento».

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