SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal 3 agosto gran parte della marineria sambenedettese è ferma, e lo resterà sino al primo settembre a seguito dell’entrata in vigore del decreto del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 30 luglio, che ha disposto l’interruzione obbligatoria temporanea della pesca ai motopescherecci abilitati ad esercitare l’attività con i sistemi strascico e volante. Il tradizionale fermo biologico, insomma.
Il periodo di stop forzato non coinvolge le unità che effettuano la pesca a circuizione (lampare), la pesca con draga idraulica (vongolare) e quelle autorizzate alla pesca con gli attrezzi da posta (retine, nasse), le quali continuano tutt’ora ad esercitare la loro attività nel compartimento.

Il 3 agosto gli armatori delle unità interessate dal fermo si sono recate presso gli uffici della Capitaneria di Porto, da poche settimane guidata dal nuovo comandante Daniele Di Guardo, per depositare i documenti di bordo. Secondo gli ultimi dati resi noti dall’autorità marittima, la flottiglia peschereccia dislocata nel porto di San Benedetto ed esercitante la pesca a straschico o a volante consta di 83 motopescherecci, dei quali 64 iscritti nel compartimento marittimo sambenedettese e 19 iscritti in altri uffici marittimi come Martinsicuro, Ancona e Molfetta. La forza lavoro impegnata è di circa 350 marittimi.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 759 volte, 1 oggi)