SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Contingenti decisioni sbagliate più che una impostazione di fondo inefficiente: questa potrebbe essere una linea di analisi per questa Notte Bianca 2009.
A bocce ferme, e sulla scorta dei molti commenti ricevuti da questo giornale su un argomento che appassiona come pochi i cittadini sambenedettesi (di più c’è solo la Samb, pare), ci piace pensare ad alcuni dettagli.
LA CARICA DEI DUECENTOMILA Sarebbe curioso sapere la base analitica che supporta un simile dato. Al dogmatismo (molto) pseudo razionalista dei giudizi analitici come questo, preferisco l’empirismo dei giudizi sintetici a posteriori. Kant direbbe che c’era tanta gente, molte compere, tanto casino ma andava bene lo stesso, una volta l’anno.
L’IGIENE Sicuramente la Picenambiente avrà fatto il suo buon lavoro, ma il giorno dopo. Se si fossero disseminati più cestini, probabilmente non avremmo assistito al corso cittadino trasformato nel campo di uno stadio dopo un mega concerto rock. E magari anche qualche cestino differenziato non avrebbe fatto male. Per mettere da parte tutta la plastica che si poteva differenziare “alla fonte” ci vorranno almeno 1000 gabbianelle. Errore facile da rimediare, se viene concepito come tale.
I FUOCHI Belli, molto. Ed emozionanti. Per il luogo e perchè erano le quattro di notte. Spaesanti e sognanti, hanno ribaltato l’ordinario e anche i sognanti individui nel loro letto casalingo o alberghiero. Da godere e anche tanto, in un’atmosfera magica, di sogno. Solo a tratti guastata dalle auto che volevano passare nel fiume di persone che dal monumento al Pescatore abbandonavano la spiaggia dopo i giochi pirotecnici. Quella strada era da chiudere tout court fin dal pomeriggio, ed evitare del tutto la sosta. Auto che alle quattro di notte devono farsi largo fra centinaia di persone in una strada non sono uno spettacolo bello. Tornando sui fuochi, si contesta l’ora troppo tarda, e forse l’udito e il sonno hanno ragione. Di certo è stato un fuoco pirotecnico più notturno di un qualsiasi Capodanno. Forse troppo notturno? Anticipare alle due potrebbe essere una efficace mediazione. Comunque belli e particolari.
LA BIRRA PARTENOPEA Secondo la Polizia Municipale e secondo il sindaco, i soliti venditori abusivi di bevande carrello-muniti hanno avuto letteralmente fifa…della Fifa Security. Gaspari ha notato una diminuzione dell’abusivismo, l’agenzia di sicurezza privata afferma tramite ufficio stampa che «la collaborazione con i Vigili Urbani ha dato ottimi frutti, essendo stati sequestrati ingenti quantitativi di bevande riservate al mercato abusivo. C’è stato qualche momento più vivace al momento dei sequestri, ma niente di particolarmente rilevante».
Sicuramente qualche grattacapo in più i venditori ce l’hanno avuto rispetto all’anno scorso, anche se rimane l’impressione del cucchiaio che stenta a svuotare il mare. Meglio un cucchiaio che un cucchiaino.
CINESERIE La nota fashion. Quest’anno sono andate forti le chincaglierie luminose, orecchie finte stile carnevale, bastoncini da mago urbano, orecchini luminosi da extraterrestre. Tutti o quasi commercializzati da venditori abusivi. Almeno non fanno ubriacare la gente.
L’ALCOL E LE RISSE Una Notte Bianca alcohol free rimane un’utopia. Una ricerca dell’irraggiungibile noumeno kantiano in mezzo al mare dei “fenomeni” che dimenticano la testa a casa. Un brindisi istituzionale analcolico serve a poco, se non cambia la mentalità dello sballo.
IL COMMERCIO E LO SPIRITO DEI TEMPI Citando il buon Emidio Girolami, che nelle pagine dei commenti di rivieraoggi.it fa una riflessione amara perché attuale (oggi gli inattuali hanno meno successo dei tempi di Nietzsche) possiamo dire che «Cambiare questa logica mercantuzza dello sbraco e dell’esagerazione sarà difficile, come è difficile cambiare la mentalità di sporcare e disturbare senza nessuna remora, lo sfregio della cosa pubblica come esercizio in libertà». Partoriamo le veline, come essere verginelli di fronte al trionfo della massa? Ma comunque è bello acquistare un paio di mutande alle quattro del mattino. Ma passare i limiti equivale a voler comprare le mutande sempre alle quattro del mattino.
LA MUSICA Fra Beatles e Rolling Stones c’è chi si ascrive fra gli adoratori di Mick Jagger. E c’è chi, con imperturbabile atarassia epicurea dell’occhio che molto ha visto, dice che la musica della discoteca in spiaggia non era il massimo in quanto a gusto. In quanto a volume certo che lo era. Ma sono giudizi personali, il grande pubblico ha pensato diversamente. Meglio scalzi in spiaggia fra tanta gente che scalzi in spiaggia fra quattro gatti. Del resto la cultura di nicchia a molti va stretta. Avete mai visto una nicchia larga?
CHI COME DOVE Non so voi, ma un po’ di disorientamento fra tante iniziative, concerti, balli, danze, flipper e cotillon, c’era. Non sarebbe stato meglio stampare qualche volantino in più con il programma e la dislocazione degli eventi? Un foglio Cicerone. O per alcuni un Virgilio nei gironi dell’Inferno. Ci accontentiamo del Purgatorio, non vogliamo essere i soliti disfattisti.

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