SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Strade intasate e negozi stracolmi. Spiaggia trasformata in discoteca e fuochi d’artificio in mare alle quattro di notte, davanti alla foce dell’Albula. La sesta Notte Bianca s’è rivelata un successo, almeno per quel che riguarda l’affluenza del pubblico.

La manifestazione, partita ufficialmente dalle 22, ha raggiunto il suo culmine circa tre ore dopo quando, in Via Montebello, è avvenuto il tradizionale taglio della torta celebrativa da parte del sindaco Gaspari e degli organizzatori. Il tutto condito da bevande analcoliche, distribuite assieme al dolce alla gente accorsa.

«Un’edizione cresciuta oltre ogni aspettativa, con una partecipazione popolare straordinaria», ha commentato soddisfatto il primo cittadino, che poi ha aggiunto: «Finita la nottata faremo il punto della situazione per migliorarci l’anno prossimo. Nessuno si era illuso di poter annullare l’abuso di alcol».

Già perché se in centro i brindisi erano a bassa gradazione, lo stesso non accadeva in altre zone di San Benedetto dove gli incontri ravvicinati con ragazzi completamente ubriachi sono stati continui.

Colpa dei venditori abusivi, apparentemente invisibili e quindi non controllabili, nonostante le buone intenzioni dell’amministrazione comunale. Ma anche di chioschi, situati in zone nevralgiche della festa, che hanno profuso ai presenti bicchieri di birra, vodka lemon e rum e pera. Un autogol per chi aveva auspicato, a parole, una nottata senza eccessi.

Alle 4 è stata invece la volta dei fuochi artificiali. Lo spettacolo pirotecnico, durato quasi mezz’ora, è stato accompagnato dai fragorosi applausi della platea e dal “Nessun Dorma” di Puccini, colonna sonora della lunga maratona. Uno spettacolo veramente emozionante, anche se è apparsa discutibile la decisione della Polizia Municipale di lasciare aperto il transito veicolare nella via panoramica davanti al monumento al Pescatore: ovviamente aperta per il passaggio di mezzi di soccorso edi forze dell’ordine, la strada vedeva il frequente passaggio di auto guidate da automobilisti fin troppo ottimisti che cercavano di aprirsi un varco in mezzo a migliaia di persone che si recavano nella discoteca in spiaggia o si allontanavano dopo aver assistito agli spari.
Ora consuetudine vuole che si cominci immediatamente a pensare alla “Notte 2010”, confermando ciò che ha funzionato e analizzando i limiti tangibili.

Le attrazioni ad esempio non possono restare esclusivamente legate a Via Montebello e dintorni. Occorre delineare un percorso più ampio, fluido, che coinvolga più commercianti e che allarghi il campo d’azione.

Ulteriori bidoni dell’immondizia, magari provvisori, garantirebbero infine quella pulizia delle strade totalmente assente nell’edizione 2009. Non pochi turisti e residenti hanno infatti lamentato le traboccanti condizioni delle pattumiere, interamente sommerse e circondate da bottiglie, cartacce e bicchieri.

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