CUPRA MARITTIMA – Dopo essere stato scagionato, Tiziano Cossignani chiede i danni. Il direttore del museo Malacologico di Cupra Marittima chiede un risarcimento da 2 milioni di euro dal professor Andrea Tintori, noto paleontologo e direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano.

Secondo gli avvocati di Cossignani, sarebbe stato infatti proprio Tintori a denunciare la presenza illecita di un fossile di origine cinese nel museo malacologico di Cupra e a far partire le indagini che hanno coinvolto Cossignani per circa 2 anni con un ingente sequestro di pezzi rari esposti nel museo, fino alla recente richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero accolta dal Gip del tribunale di Fermo.

Dichiarano a proposito gli avvocati di Cossignani, ovvero Khuri Wakim e Paola Rinaldi del foro di Pesaro: «Le indagini su Cossignani sono partite a seguito di una segnalazione di Tintori ad un agente di polizia giudiziaria che lo stesso professore chiamava “caro” con tono di amicizia, nella lettera di denuncia. Dopo due anni il procedimento è stato archiviato ma le indagini hanno comunque comportato il sequestro di un enorme quantitativo di materiale presente nella Mostra e anche nel negozio presente all’interno del museo».

«Ciò – proseguono gli avvocati – ha provocato un grave danno sia materiale che di immagine, nonché morale di Cossignani. Dai documenti del fascicolo inoltre Tintori risulta essere stato incaricato dall’agente che ha ricevuto la segnalazione di dare un parere sul materiale sequestrato e sulla perizia del professor Nicosia, consulente tecnico incaricato dalla Procura della Repubblica di Fermo. C’è stato inoltre un interesse diretto nei confronti di un fossile di provenienza cinese presente nel Museo in quanto Tintori all’epoca della segnalazione collaborava con l’Università di Pechino».

Concludono Wakim e Rinaldi: «Nella lettera di segnalazione Tintori omette poi di indicare la data di efficacia della legge di tutela cinese sui fossili di quel paese, inducendo gli inquirenti ad un giudizio sbagliato».

La legge che Tintori indica come violata da parte di Cossignani è del 2002, anno da cui è vietato importare fossili dalla Cina, mentre il dinosauro in questione si trovava nel museo di Cupra dal 1980.

Nel frattempo tutti i fossili del Museo Malacologico di Cupra Marittima sono tornati alla libera fruizione da parte dei visitatori che in questo periodo affollano le coste della riviera picena. Sono stati riallestiti anche i “dinosauri” cinesi o meglio i rettili acquatici del Triassico, 100 o 120 milioni di anni, assai comuni nella provincia di Liaoning, per i quali il Dipartimento delle Scienze Ambientali e del Territorio cinese aveva scomodato, nel corso delle indagini, una commissione di scienziati di Pechino per la corretta determinazione degli esemplari presenti a Cupra Marittima.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.668 volte, 1 oggi)