SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La notizia della morte di Marcello Rosati mi ha profondamente colpito. Sia perché proprio ieri mattina avevo parlato con il suo bagnino, Mimmo Pompei, che mi aveva detto del malore per il quale Marcello sarebbe stato trasportato in Ancona. Nulla però che lasciasse presagire quanto poi è accaduto.
Lo stimavo moltissimo. Conoscevo Marcello da tantissimo tempo, da quando curava la contabilità della ditta Fazzini di Centobuchi. Ma anche sin dalla nascita di Sambenedetto Oggi, un giornale del quale è stato amico da sempre e aiutato ad andare avanti sin dagli albori del progetto editoriale. Appena un mese fa gli ricordavo che era una delle persone più generose che avessi conosciuto. Abbiamo parlato anche di sport, della fine che aveva fatto la Samb ma anche della sua Juventus, della mia Inter e scherzato sul fatto che suo figlio era interista come me e non juventino come lui.
Ritengo che Marcello sia stato una persona eccezionale sotto tutti gli aspetti e che chiunque lo abbia conosciuto ne conservi un ottimo ricordo che, in fondo, nella vita è la cosa che conta di più. Lascia in un dolore indescrivibile la moglie e il figlio che erano per lui la vera essenza della vita, a soli 53 anni.
Le redazioni di Sambenedettoggi.it e di Riviera Oggi si uniscono al dolore della città tutta. A proposito della testata settimanale , l’ultima volta che ci siamo visti, con un garbo rarissimo, mi ha chiesto: «Zarè, mi hai messo la foto dello chalet (Poker ndr) di quando ancora non c’era il nuovo lungomare, puoi provvedere a cambiarla», cosa che ho fatto immediatamente appena tornato in redazione.
Mi scuso con i lettori se ho personalizzato troppo il mio ricordo ma sono le parole che sentivo dentro e che l’istinto mi ha suggerito.
Addio Marcello.

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