SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I risultati dell’autopsia dicono che il neonato morto domenica mattina presso l’ospedale civile è venuto alla luce già privo di vita.
Compie le sue prime tappe l’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Ascoli, in seguito all’esposto contro ignoti presentato dal legale dei genitori del piccolo.
Nella mattinata di martedì il professor D’Ovidio dell’Università di Chieti ha infatti compiuto gli esami autoptici sul corpo. I risultati specifici del resto sono ancora tutti da valutare.
Il legale della famiglia, Francesco Voltattorni, afferma: «Posso solo dire che non è stato rilevato nulla di macroscopicamente anormale nel corpo del piccolo».
Il professor D’Ovidio è stato nominato Ctu (consulente tecnico d’ufficio) da parte della Procura della Repubblica di Ascoli, che ha aperto un’inchiesta per verificare che tipo di cause ci siano alla base del drammatico evento.
All’esame autoptico hanno preso parte il legale della famiglia e alcuni rappresentanti dell’azienda sanitaria. L’assenza di periti di parte lascerebbe pensare che la Procura non abbia iscritto nessun medico o paramedico nel registro degli indagati.
Ammesso che l’iscrizione avvenga, è bene ricordare che si tratterebbe di un atto a tutela del personale medico presente in sala parto al momento dei fatti, che potrebbe così nominare i propri periti di parte e apportare dati e analisi all’indagine.
Il Ctu, da parte sua, ora dispone di 80 giorni di tempo per presentare le sue conclusioni alla Procura. Lunedì il pm Adriano Crincoli ha disposto il sequestro della cartella clinica.

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