SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Piero Fassino di nuovo in Riviera, stavolta come sponsor di Dario Franceschini. Nella serata di giovedì, il parlamentare torinese è infatti sbarcato a San Benedetto per sostenere la riconferma dell’attuale segretario nazionale del Partito Democratico che alle primarie del prossimo 25 ottobre sfiderà Pierluigi Bersani ed Ignazio Marino.

«Questo percorso congressuale di dibattito – ha esordito Fassino, dinanzi ad una platea gremita giunta alla Capitaneria di Porto – non riguarda solamente il nostro partito, bensì l’intera vita del Paese. Le primarie saranno una grande occasione di partecipazione democratica, come avvenne nel 2005 con l’elezione a leader di Romano Prodi e nel 2007 di Walter Veltroni».

Il campo visivo si è successivamente spostato sull’attuale condizione economica del Belpaese: «L’ottimismo del premier è infondato. Checché ne dica il Presidente del Consiglio non siamo fuori dalla crisi. Questa al contrario è acuta e grave e servirebbe un governo capace di affrontarla. Fin’ora ciò non è avvenuto».

Quali allora le ricette del Pd per un’imminente risalita? Secondo l’onorevole possono essere racchiuse in cinque semplici, ma fondamentali parole: fiducia («siamo un grande Stato dalle innumerevoli opportunità, ma piccoli sono coloro che lo guidano»), regole («con Berlusconi abbiamo assistito alla scomparsa dell’etica e della legalità»), uguaglianza («è necessaria la parità di condizioni tra uomini e donne, nel mercato del lavoro, nella valorizzazione dei territori»), qualità («ambientale, culturale e di sviluppo») e merito («riconoscimento del valore di ogni singolo individuo»).

Fassino ha poi spiegato i perché del suo supporto a Franceschini: «Dario si caricò sulle spalle il partito nel periodo più delicato (sconfitta elettorale in Sardegna, ndr) e in cinque mesi ha dimostrato di saper dirigere, scegliere e comunicare. Un tempo breve, non sufficiente per potersi esprimere al meglio. Cambiare sarebbe deleterio ed un messaggio non positivo al nostro elettorato»

Una presa di posizione che in ogni modo non intacca la stima per Bersani, destinatario comunque di una leggera frecciata: «I suoi simpatizzanti nutrono un sentimento di nostalgia per il passato, per quello che è stato. Una maniera errata per rimettersi in corsa, dato che indietro non si può tornare».

Ad accogliere l’ex segretario dei Ds c’erano molti esponenti della politica locale. L’hanno affiancato sul palco Pietro Colonnella, Mauro Gionni, Francesco Verducci, Silvana Amato e l’assessore Margherita Sorge. Tra il pubblico anche il sindaco Gaspari.

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