ASCOLI PICENO – Abbiamo rivolto alcune domande ad Antonio Canzian, oggi consigliere comunale ad Ascoli e fino al 22 giugno candidato sindaco di Ascoli per il Partito Democratico, prima di essere sconfitto al ballottaggio per un pugno di voti.

Pochi giorni fa è stato in prima fila insieme a 5 consiglieri comunali ascolani e 6 sambenedettesi nella sottoscrizione di un documento, presentato alle recenti assemblee di partito, nel quale si chiede una forte assunzione di responsabilità da parte dei vertici del PD locale, e ovviamente da parte del segretario provinciale Mauro Gionni.

Canzian, cosa avete chiesto nel documento?

«Nel documento abbiamo chiesto quello che chiediamo da un po’ di tempo, e cioè una forte assunzione di responsabilità da parte dei vertici del partito in seguito ai risultati elettorali raccolti nelle ultime amministrative comunali e provinciali. Bisogna prendere atto del risultato elettorale, non si può fare finta di niente. Sono stati fatti degli errori gravi sui quali occorre fare una analisi approfondita per capirne le cause. Abbiamo chiesto al segretario provinciale Mauro Gionni di rimettere il proprio mandato, senza con questo voler escludere nessuno da eventuali ricandidature, ma dando in questo modo l’idea di un partito che si autocontrolla e che è disposto a mettersi in discussione. Invece l’impressione è quella di una chiusura dei vertici, di un arroccarsi su una roccaforte, e questo non fa bene all’immagine del partito, anche agli occhi di quanti chiedono un Pd aperto al confronto.

Molti elettori hanno incondizionatamente chiesto le dimissioni dei vertici locali del partito. Cosa succederà ora, secondo lei, se questi elettori non dovessero essere soddisfatti?

«Proprio per questo c’era bisogno di dare l’esempio mettendosi in discussione. Non possiamo dare l’idea di un partito autoreferenziale agli occhi degli elettori. Io ho visto molta indignazione da parte dei votanti, della base, questo significa che i cittadini vogliono più trasparenza e responsabilità da parte di chi ha commesso degli errori. Ora comunque è fondamentale il dibattito per ricucire i rapporti e farci trovare pronti alle prossime elezioni, soprattutto in vista delle regionali del prossimo anno; a San Benedetto, per esempio, non c’è stata ancora un’assemblea comunale, e questo lo trovo un fatto grave».

Il segretario regionale del Pd Sara Giannini ha parlato di “decisioni unanimi” riferendosi alla scelta di svolgere le primarie sia al Comune che alla Provincia di Ascoli; alla luce di quello che è successo, qual’è il suo pensiero in merito alle primarie?

«Io credo che le primarie siano un grande strumento di partecipazione democratica, una grande conquista, perchè possono permettere una maggiore trasparenza rispetto ad un tempo quando invece i candidati venivano scelti, diciamo così, in stanze segrete. Ma non vanno bene sempre e comunque. In alcuni casi, come in Provincia, forse era meglio sedersi prima davanti ad un tavolo e individuare un candidato comune; non si può correre il rischio, come poi è accaduto, di regalare il governo al centrodestra, che sta già dimostrando la propria inadeguatezza, quando con i voti di Mandozzi e Rossi insieme avremmo vinto al primo turno».

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