SAN BENEDETTO DEL TRONTO-  E’ stato sottoscritto un protocollo di intesa deliberato in Giunta comunale fa tra l’Ato il Ciip ed il Comune di San Benedetto. Nel documento di intesa sono stati chiaramente suddivisi i ruoli. Il Comune assume la responsabilità del progetto per il rifacimento del sistema fognario nel quartiere Marina Centro (piazze San Giovanni Battista e Garibaldi), precedentemente gestito da Ciip e Ato che ne avevano dato incarico all’ingegner Cesare Bonfigli.

Ora l’intera realizzazione spetta all’Ufficio Progettazione del Comune il quale si avvarà dell’aiuto di uno dei massimi esperti in materia idraulica come l’ingegner Alessandro Mancinelli. Dal 1995 al 2003 è stato Direttore dell’Istituto di Idraulica della Facoltà di Ingegneria di Ancona. Mentre dall’anno 1997 è titolare per supplenza del Corso di Idraulica presso la stessa Facoltà.

Nel frattempo l’ufficio dell’assessore ai Lavori Pubblici Leo Sestri si occuperà di monitorare passo passo l’andamento del progetto. Il Ciip, a sua volta, resta il gestore di tutto il progetto mentre l’Ato rimane l’ente finanziatore. Importante sottolineare come nel protocollo di intesa siano stati inseriti i tempi delle varie fasi di progettazione e lavoro (preliminare, definitivo, esecutivo). Essendo quelli per la successiva gara di appalto già stabiliti dalla legge.

L’assessore Leo Sestri rimarca come tutti e tre gli enti interessati si siano impegnati a rispettare i tempi da loro stessi stabiliti tanto da fargli dichiarare che: «L’intera opera dovrebbe essere completata entro un anno, al massimo un anno e mezzo». L’ingegner Mancinelli avrebbe già fatto sapere di poter presentare al vaglio della fase preliminare la proposta di una soluzione semplice, innovativa, e di estrema efficacia denominata “a caduta libera”.

Si eviterebbe così il ricorso alle vasche di accumulo sotterranee con svuotamento tramite pompe ad elevata pressione dall’avvio lento e dai costi di costruzione ben lontani dagli attuali 800 mila euro a disposizione dell’Ato. Per non parlare della spesa per la loro manutenzione.

Ma che cosa è in sintesi il progetto a “caduta libera”? Mancinelli avrebbe semplicemente calcolato un dislivello di altezza, seppur minimo, dal quale risulta che le Piazze San Giovanni Battista e Garibaldi sono più elevate rispetto, per esempio, alla zona portuale, dove l’acqua potrebbe essere indirizzata passando sotto al pontino lungo di via Calatafimi  in piazza Cristoforo Colombo e da lì, tramite una coppia di conduttori da portata “500”, riallacciarsi a due tubi della stessa grandezza, della lunghezza di circa 50 metri, collocati alcuni anni fa.
Quindi non più acqua bianca che uscirebbe con un getto talmente potente da creare turbolenze nello scalo ma un semplice defluire per inerzia, ovvero, “a caduta libera”. Questa ipotesi di soluzione sarà presentata tra circa dieci giorni agli organi di competenza che dovranno dire la loro, con in testa la Capitaneria di Porto.

Per chiudere l’assessore ai Lavori Pubblici Leo Sestri ci tiene a precisare: «Certo, questo non scusa nessuna delle passate Amministrazioni inclusa la presente per i disagi che hanno dovuto subire i cittadini interessati dal fenomeno degli allagamenti che si sono verificati in quelle piazze e dintorni. Ora si spera di aver trovato una soluzione che possa unire praticità, velocità di realizzazione e rientro nei costi. Ma i tempi sono quelli che sono e, facendo gli scongiuri, se nel frattempo dovessero verificarsi altri allagamenti del genere non possiamo che chiedere di nuovo scusa alla cittadinanza».

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