SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In una Palazzina Azzurra stracolma e con il sindaco Gaspari presente fra i moderatori, è andato in scena l’ennesimo appuntamento di “Incontri con l’autore” che nella serata di martedì ha ospitato l’ex magistrato del pool di Milano Gherardo Colombo. Un intervento fiume effettuato tra la folla e completamente a braccio, nel quale lo scrittore di “Sulle regole” e “Sei stato tu? La Costituzione spiegata ai bambini” ha sottolineato tutti i limiti della giustizia italiana, marcati il più delle volte, a suo avviso, dall’errato atteggiamento degli stessi cittadini.

«Come può funzionare la giustizia – ha ammonito Colombo – se la popolazione si rende protagonista di una valanga di violazioni? Il rapporto con le regole è ostile ed è questo il vero limite. Ci si lamenta che la legge non sia uguale per tutti, ma siamo noi stessi a renderla disuguale».

E’ dunque necessario uscire da un contesto nel quale la violazione delle norme è sistematica e dove si ricorre sempre più a sotterfugi e furbizie per avere la meglio sugli altri.

Ma come è possibile tirarsene fuori? «C’è solo un modo: rimpossessarsi dei valori di base indicati nella Costituzione, proponendo finalmente una società “orizzontale”, al posto della società “verticale”, capace di distribuire equamente le opportunità, dei doveri e dei diritti, soprattutto quelli fondamentali alla base di un’esistenza dignitosa».

Un modello, quello della società verticale, soppresso grazie alla nostra Costituzione appunto, «che nel 1949 ha messo al centro di tutto l’individuo, facendo in modo che questo non fosse più strumento di qualcosa o qualcuno».

Il passaggio all’ “orizzontale” è pertanto servito, ma il cammino non è affatto concluso, come ha aggiunto l’ex magistrato: «Molti passi avanti sono stati compiuti. I principi della Carta non sono però stati attuati completamente. La libertà è un privilegio che piace a tutti, ma chi è libero sceglie e chi sceglie è successivamente responsabile».

E chi fra il pubblico contestava la presenza di un’infinità di leggi, spesso inutili e contraddittorie, Colombo ha risposto seccamente: «Le leggi sono tante, ma tutte comprensibilissime. Il problema italiano è esclusivamente culturale, del modo di pensare. Siamo disposti a rispettare le disposizioni solo quando queste non ci danno fastidio».

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