GROTTAMMARE – Il 18 luglio si è conclusa la due giorni di “Cantieri Aperti”, l’iniziativa laboratoriale organizzata dall’associazione “Piceno al Massimo” per progettare attività nei campi del pensiero critico, della nuova economia, della solidarietà. Un momento di riflessione che ha voluto dare voce alla rete di cittadini nata in occasione delle elezioni provinciali per sostenere il percorso amministrativo di Massimo Rossi.

«L’obiettivo è ripartire dal basso, nella convinzione che solo in questo modo si possa costruire un progetto unitario e comune, che solo creando alleanze basate su progetti concreti e sulle relazioni tra persone si possa uscire dalle logiche di potere e di guerra di tutti contro tutti che ormai governano le segreterie dei partiti e si possa riuscire a creare in pratica, nella vita reale delle comunità, le reti per un lavoro stabile e di qualità, per la gestione pubblica delle risorse essenziali, per una concezione del territorio diversa da quella di un vuoto da riempire di cemento e dove, invece dell’interesse di pochi, si perseguano in modo trasparente e pubblico il benessere e la democrazia di tutti nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze», affermano i responsabili dell’associazione.
Dopo la pausa estiva sono previste nuove iniziative. Intanto il 17 luglio nel giardino comunale di Grottammare c’è stato l’incontro coordinato da Massimo Rossi e Olimpia Gobbi al quale sono intervenuti Pierluigi Sullo (giornalista, direttore del settimanale “Carta”) e Giulio Marcon (esperto di sviluppo sostenibile e inventore della campagna “Sbilanciamoci”).

«Di sicuro – ha asserito Massimo Rossi – non si può ripartire da un generico richiamo all’unità della sinistra. Piuttosto credo sia il caso di proporre un lavoro di ricostruzione di un progetto nuovo di politica che possa essere ricollocato attraverso un lavoro da sviluppare attraverso le potenzialità presenti nella società coadiuvate dalle realtà politico-istituzionali. Si fa sempre più forte l’esigenza di costruire uno spazio comune, un movimento nell’ambito del quale continuare a condividere principi che dovremo scrivere su carta».

Olimpia Gobbi ha proposto la creazione di un «laboratorio in cui attivare progettualità di ampio respiro studiate insieme e finalizzate alla realizzazione di progetti di sviluppo locale inerenti tre tematiche principali: cultura, nuova economia e welfare sociale innovativo».

Anche il giornalista Pierluigi Sullo ha ammesso di credere in questa idea dei «cantieri aperti intesi come luoghi nei quali la sapienza locale può essere messa in condivisione e si possa ripensare a metodi alternativi di fare politica».

«Questo nuovo modello di partecipazione – ha affermato Marcon – che mette in relazione mondo delle associazioni e partiti politici è un percorso determinante per risolvere il problema dell’autoreferenzialità della politica. In questo contesto tutti dovrebbero fare un passo indietro e costruire insieme procedure, forme, regole da condividere in uno spazio pubblico di una politica che parta dal basso. Per esprimere l’idea che c’è una politica che si costruisce insieme è necessario rideclinare il rapporto tra mezzi e fini della politica».

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