MARTINSICURO – E’ stata approvata con il solo voto della maggioranza la convenzione per la ristrutturazione del campo sportivo di Martinsicuro e il suo contestuale affidamento in gestione all’associazione sportiva Asd di Martinsicuro. I gruppi di opposizione, infatti, dopo un acceso dibattito hanno preferito uscire dalla sala consiliare e non partecipare al voto per protestare sulle falle che presenterebbe un progetto di per sé valido – ossia la ristrutturazione di un impianto visibilmente usurato dal tempo – ma che non avrebbe, così come presentato dalla maggioranza, tutti i requisiti di trasparenza richiesti.

«Restiamo ancora una volta sconcertati da questo modo di fare – ha affermato Andrea D’Ambrosio di Città Attiva – dato che c’è stata estrema superficialità nell’attivare determinate procedure». Diverse sarebbero le irregolarità riscontrate nell’iter avviato dalla maggioranza per la concessione dei lavori pubblici, tra cui la mancanza di un progetto preliminare da parte del Comune e l’assenza di un piano economico-finanziario volto ad analizzare costi e benefici per l’Ente.

«Nessuno mette in dubbio la buona fede dell’imprenditore che sta ristrutturando il campo sportivo – ha aggiunto D’Ambrosio – ma è necessario ad ogni modo documentare la congruità della somma pattuita. Questi atti non sono formalmente corretti e il Comune deve tutelarsi da possibili futuri contenziosi».

In base agli accordi per i lavori di ristrutturazione dell’impianto occorrono 697mila euro, cifra che l’imprenditore investirà per poi avere in cambio la gestione della struttura per dieci anni.

«L’Asd ha fatto la proposta al Comune il 19 di marzo – ha aggiunto Mauro Paci del Pd – ma da allora le carte sono state lasciate in un cassetto e non si sono fatte le debite valutazioni o analizzate eventuali controproposte. Gli stessi gruppi di opposizione sono stati resi partecipi a sole 48 ore dal Consiglio comunale».

«Così si rischia di ripetere gli errori commessi con la Publiluce – ha rincarato Luigino Fedeli di An – e dato che al momento non ci sono sufficienti elementi per valutare obiettivamente la convenzione, chiediamo di rinviare la votazione». Richiesta che non è stata accolta scatenando le proteste delle minoranze, che pertanto hanno deciso di non partecipare al voto.

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