SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’assemblea indetta presso il vecchio municipio di Via Cesare Battisti nella serata di giovedì per creare una nuova base programmatica che permetta di affrontare serenamente, ma soprattutto in modo vincente, le prossime scadenze elettorali.

Con questo intento vari esponenti locali della sinistra “radicale” (Maurizio Allevi, Stefano Biocca, Maurizio Falcioni, Nazzareno Torquati e Arcangelo Patone su tutti) hanno voluto gettare le basi per la costruzione di un percorso finalmente unitario che impedisca al centrodestra di conquistare nel 2011 anche il Comune rivierasco. «Abbiamo ancora due anni di tempo per evitarlo – ha ammonito Patone – ma dobbiamo ragionare sugli esiti delle scorse provinciali. Il Pdl si è imposto immeritatamente, sfruttando la nostra spaccatura».

Concetto questo che è riemerso anche nell’intervento di Maurizio Allevi: «Riteniamo fondamentale riaprire un confronto tra tutti i soggetti politici che sono preoccupati per la deriva della sinistra e che sono stanchi delle continue scissioni e dei continui litigi».

Presente alla mini-riunione (appena quindici i partecipanti) pure Settimio Capriotti, rappresentante dell’amministrazione comunale: «Oggi – ha spiegato – non riusciamo più ad esprimere la nostra identità. E’ quindi necessaria la costruzione di un progetto stabile e credibile».

L’assessore ai Trasporti si è successivamente posto alcune domande sulle conseguenze che porterà al territorio il trionfo di Celani: «Mi chiedo ora se la Metropolitana di superficie vedrà mai la luce e che ne sarà del Parco Marino Piceno».

«Il Parco Marino l’avete massacrato voi», ha attaccato l’imprenditore Nazzareno Torquati, durissimo con la giunta Gaspari e protagonista a più riprese di un aspro scontro verbale con lo stesso Capriotti. Motivo del contendere la delicata condizione del Tronto, soggetto nei mesi scorsi a ripetute “piene”: «Non siete stati capaci di intervenire, siete rimasti immobili». «Non dire stupidaggini – è stata la secca replica –  abbiamo messo in sicurezza il Ponte della Statale».

Placati gli animi, Torquati ha in un secondo luogo riaffondato il coltello nella piaga, bocciando nuovamente il sindaco sambenedettese: «La città non ha alcun tipo di pulsione. Serve innovazione, perché è dall’innovazione che ripartirà tutto. Per quel che mi riguarda mi sento preso in giro dal primo cittadino che non ha mai provveduto ad eliminare le barriere architettoniche presenti. I nostri appelli sono andati dimenticati e non ho timore a definire quest’amministrazione come una delle peggiori di sempre».

Una situazione quindi delicata che, nonostante i propositi lodevoli, lascia trasparire una sinistra locale che vede il Partito Democratico come un avversario.

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