Cari concittadini,
in questi ultimi dieci anni la Samb ha vissuto continue tragedie, con disperazione dei tifosi e malessere anche dei tanti cittadini che alla partita non ci vanno, ma seguono le sorti della squadra della loro città: Venturato, Gaucci, Mastellarini, Soldini… ed infine Tormenti. Debbo dirvi, sinceramente, che rievocando queste storie, mi assale un certo rossore. Quasi un senso di vergogna, anche personale. Non sono un grande tifoso, ma il susseguirsi di queste brutte figure della Samb, per me che sono un tifoso di San Benedetto, lo vivo come un colpo dato alla nostra cittadina. Eppure la Samb ha avuto un passato… glorioso.
Esagero? Non tanto, visto che per anni il calcio delle Marche era rappresentato in Italia dalla Samb. Non c’erano né Ascoli, né Ancona. C’era la Samb e la grande passione dei sambenedettesi… e mi vengono in mente i vari presidenti di quell’epoca, Giorgini, Costantini Brancadoro, Roncarolo, Gaetani, Caioni… e infine Zoboletti, Premio Truentum, tutte persone perbene legate profondamente alla città ed al suo territorio… quando il DS era Lucio Palestini, un barbiere che aveva la sua bottega in uno slargo di viale S. Moretti.
Quando al campo sportivo F.lli Ballarin lo speaker leggeva i nomi dei calciatori della Samb che scendevano in campo, lo sentivi che era la squadra della tua città: Lazzari, Assenti, Patrizi, Pulcini, Calabresi, Traini, Palestini, Travaglini, Olivieri, Romani, Palma… e per capire di quale Palestini si trattasse, si doveva aggiungere I°, II°, III°, IV°, solo per citarne alcuni, senza parlare di tanti altri che hanno raggiunto vette nazionali del calcio, ma che si erano formati nella Samb. Faccio un nome solo, come fatto emblematico, e che li rappresenta tutti: Piero Persico.
Erano, generalmente, ragazzi del nostro territorio che trovavano nella Samb una opportunità e loro la ripagavano portandola al successo … e i sambenedettesi erano fieri della loro squadra.
Da una decina di anni quando leggo la formazione della squadra faccio fatica a capire che si tratta della Samb… e qualche nome non riesco nemmeno a leggerlo.
Ma come è possibile che questa città (nel frattempo cresciuta enormemente) che ha sempre sostenuto la Samb, non riesca più ad esprimere calciatori in grado di militare in una squadra di serie C? Ma come è possibile che da area feconda sia divenuta un così arido deserto?
E’ evidente che il sistema non funziona… e produce aberrazioni. Che ne pensate dell’assedio della casa Tormenti? I soliti scalmanati della curva nord? Temo che questo episodio sia solo un effetto di una causa che risiede nella Tribuna d’Onore.
E’ vero che le nostre vicende si inseriscono in un clima nazionale, ma noi non potremmo ricercare una nostra strada? Fare la Samb che possiamo permetterci, senza salvatori della patria, sostenuta e finanziata dai sambenedettesi e di cui tutti noi possiamo essere appassionati e fieri sostenitori. Della nostra squadra, della nostra città… della Samb!
E i soldi chi li mette? Ognuno dia il suo piccolo contributo… e chi non può, metta la sua passione.
Infine, cari concittadini, permettetemi un’ultima breve riflessione: San Benedetto e più in generale questo territorio, è stato, nel tempo, molto generoso, con i locali e con chi lo ha scelto per viverci e lavorare, forse è opportuno che ad esso si esprima riconoscenza, magari… partecipando al salvataggio della Samb… a puro titolo di riconoscenza e “per grazia ricevuta”… senza nulla a pretendere… avendo già avuto più di quanto era lecito sperare. Ecco, questo, mi sembra un grande, serio, innovativo progetto.
*Ex parlamentare

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