SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In due articoli oggi viene evidenziato come la Regione Marche considera il suo estremo sud. Semplicemente non lo considera.
A tal proposito mi meraviglia non poco l’atteggiamento di Daniele Primavera solitamente al di sopra delle parti: ci “accusa” di guardare la pagliuzza e non la trave che, a sua detta, Ancona continua a ficcare sui nostri occhi o meglio quelli del Piceno.
Sarebbe suo compito, però, fare certe affermazioni in modo preciso e con i fatti, lo fa invece in modo generico senza far capire i soprusi che il Piceno sta subendo. Soprusi più grandi, ci scrive, di una pubblicità regionale su una rivista nella quale il Piceno non esiste proprio, anzi lascia pensare che siamo in… Abruzzo.
Noi la consideriamo un’enorme ingiustizia perché fa male sentirsi… invisibili.
Se sa, Daniele Primavera ci faccia un piccolo elenco delle grandi ingiustizie che sta subendo il Piceno e noi le renderemo note. Elenco che ha iniziato a fare, invece, il suo dirimpettaio politico Celani con riferimenti precisi, fatti e circostanze.
E qui un’altra riflessione è d’obbligo: il centrosinistra non può evidenziare le prevaricazioni anconetane perché a comandare ci sono i loro colleghi di partito, il centrodestra lo sta facendo adesso con Celani per i motivi esattamente opposti.
Un processo alle intenzioni? Ne riparleremo l’anno prossimo, perchè ritengo scontato l’esito delle prossime elezioni regionali.
Insomma è ora di farla finita con i nostri rappresentanti istituzionali che fanno partitica (parola brutta ma che rende) e non politica. E’ proprio il caso di dire: svegliamoci. Se penso poi che siamo l’unica regione… plurale.

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