SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In riferimento all’articolo “Per Ancona il Piceno è sempre “Marca Sporca”, ci preme approfondire alcuni aspetti:
1. Dopo un colloquio telefonico con la dottoressa Laura Capozzucca del settore Turismo della Regione Marche, ci è stato detto dalla stessa che la pubblicazione dell’inserto di 16 pagine allegato all’edizione de “Il Messaggero” non era ad opera della Regione Marche ma di un privato con il quale si erano stretti accordi precedenti l’arrivo della Capozucca in Regione. La dottoressa Capozucca non ha quindi avuto modo di verificare il contenuto dei testi (come invece risulta sia stato chiesto ad altre iniziative editoriali simili, come prassi quando si chiede un contributo), ma sono state inviate ai curatori alcune fotografie tra cui l’immagine di Torre di Palme (Fermo) in copertina (ma non è scritto in nessuna didascalia: lo intuiamo conoscendo la località) e la pubblicità della quarta di copertina che ritrae la spiaggia sassosa ai piedi del Conero.
2. La dottoressa Capozucca non ha saputo dirci, al momento della telefonata, la spesa sostenuta dalla Regione Marche per pubblicizzarsi nella quarta di copertina.
3. La dottoressa Capozucca era ignara del fatto che nelle 16 pagine della pubblicazione – nonostante l’espressione adoperata sia in copertina che nella pagina pubblicitaria pagata dalla Regione si facesse riferimento all’intero territorio regionale e non solo a quello di quattro delle cinque province regionali (Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata e Fermo) – non risultasse nessun articolo dedicato alla provincia picena.
4. La dottoressa Capozucca ci ha riferito che, stante alle sue informazioni, l’inserto non aveva carattere regionale ma nazionale, e che quindi sarebbe uscito come allegato almeno nelle regioni in cui “Il Messaggero” ha anche delle redazioni locali oltre che ovviamente nel Lazio e nella capitale, Roma.
5. Nessun politico piceno (fino a prova contraria) ha protestato per questo ovvio danno di immagine nei confronti di questa porzione del territorio regionale, che un ignaro lettore romano o viterbese potrebbe pensare facente parte di un’altra regione. Siamo pronti a rettificare nel caso qualche politico nostrano dimostrasse un loro precedente interessamento.

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