SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non prendiamoci in giro»: Nazzareno Trevisani (socio fondatore del Pd) non lesina le (auto)critiche rispetto ai vertici provinciali del Partito Democratico ad un mese dalla «batosta alle elezioni Europee e a 15 giorni da quella delle Provinciali: non siamo ancora stati chiamati a riflettere e a interrogarci sui perché di questa sconfitta». E Trevisani ironizza sulla lettera anonima che è stata inviata al coordinatore provinciale Mauro Gionni: «Non scherziamo, non siamo al dramma da operetta».

Sulla situazione del Pd a San Benedetto, poi, Trevisani è caustico: «Sembra un’isola felice, tutti a dire che abbiamo vinto, tutti a ripeterlo, a dire che la città è con noi. L’assessore Emili assicura di aver fatto molto per San Benedetto, e che sono necessarie alcune opere in più (ma anche qualche cazzata in meno, aggiungo io: Ballarin, Piano Regolatore, Piano di Spiaggia, occupazione del suolo pubblico, Torre all’Agraria, aumento delle tasse, i bus estivi che girano a vuoto anche per la Conca degli Ulivi, l’erosione della spiaggia…) per essere promossi fra un anno e mezzo. Chi non ci crede e non è d’accordo, taccia e si dimetta dalla Giunta, dal Consiglio Comunale, dal partito…».
Tornando alla situazione provinciale, Trevisani scrivhe che «chi si sente accerchiato cerca di temporeggiare, diluire i tempi, stancare. Poi fa caldo, ci sono le vacanze; tra un temporale e l’altro i sindaci del Pd fanno i pompieri. Non vi allarmate; perché discutere e sragionare? Perché tutti schierati a difesa di Gionni e di Agostini? Forse perché si sentono correi autorevoli di scelte poi risultate sbagliate e perdenti? Perché mantenere in piedi una catena di comando e una leadership non più presentabile, sconfitta da Pesaro a Macerata fino ad Ascoli? E poi parlano di rischio anarchia? Ma di quale partito parlano?» scrive Trevisani, che poi continua: «Almeno Veltroni dopo le sconfitte della Sardegna e in Abruzzo, si è dimesso, mentre qui nel Piceno, nonostante sconfitte più bricianti perché avremmo sicuramente rivinto, Gionni non ha la sensibilità politica di seguirne l’esempio».
Secondo Trevisani il motivo del temporeggiare va ricercato nell’attesa per la definizione delle candidature alle regionali dell’anno prossimo, ma «ormai siamo maestri, con impegno potremo perdere anche quelle».

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