MARTINSICURO – Un’altra giovane vita sembra essere stata spezzata dalla Bianca Signora che tra tutte le città della costa pare aver scelto Martinsicuro a dimora principale. E il fatto che un altro giovane se ne sia andato proprio nel cuore della città, a pochi metri dal palazzo comunale, appare come un’ulteriore sberla data sia ai cittadini che alle istituzioni: un diciannovenne muore sulla panchina di un giardino pubblico del centro, luogo per antonomasia di spensieratezza e relax, e a pochi metri dal palazzo comunale, che dovrebbe essere soprattutto a Martinsicuro il luogo principale deputato alla lotta contro il traffico di stupefacenti. Ora, all’indomani della tragedia, la città “percossa, attonita, muta al nunzio sta”: si addolora, si interroga, propone e sentenzia. Oggi. Poi tra qualche giorno l’emozione scema e la routine riprende. Fino alla prossima vittima.

Stavolta non era uno dei tanti venuti da fuori a comprare la droga, morto sul luogo solo perché «non aveva fatto in tempo ad andare a morire da qualche altra parte», tanto per riprendere un cinico commento popolare risalente all’ultima vittima, che non era del posto. Eugenio era invece di Martinsicuro, e la sua stessa città gli ha procurato quella maledetta occasione che poi lo ha portato via.

Ora che fare? L’amministrazione ha sempre sostenuto che i problemi di droga di Martinsicuro sono anche quelli delle città limitrofe: ma se gli interventi delle forze dell’ordine legati ai reati per stupefacenti si concentrano in questa città, così come tutti i casi di overdose degli ultimi anni, una qualche differenza ci dovrà pur essere.

Quanti morti si dovranno ancora avere per far sì che le istituzioni sovracomunali (Prefettura, Ministero e quant’altro) si decidano a dare a Martinsicuro quello di cui ora più necessita, ossia una task-force di uomini specializzati nella lotta al traffico di stupefacenti, potenziando le risorse della Caserma dei Carabinieri e creando anche una stazione permanente di Polizia?

A che livello dovrà arrivare l’esasperazione dei cittadini, costretti a convivere con siringhe gettate lungo le strade e spacciatori che agiscono indisturbati anche in pieno giorno, prima che l’amministrazione si decida a fare la voce grossa a nome della città e a reclamare in maniera decisa con la politica regionale e nazionale quello che le spetta di diritto in termini di sicurezza?

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