SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «I Tormenti? Beh, avevo con loro appuntamento questa mattina, ma non si sono presentati». Andrea Pecorelli, sul punto di acquistare la Sambenedettese Calcio ed iscriverla al campionato di Seconda Divisione, con possibilità di ripescaggio in prima, è rimasto a Roma ad attendere, invano, l’arrivo di Gianni Tormenti, come da appuntamento già fissato.

Invece i proprietari della Samb non si sono affatto recati nella capitale: «Dovevamo vederci nello studio del mio commercialista e successivamente dovevamo recarci dal notaio per fissare l’atto del passaggio di proprietà, assieme ai conseguenti adempimenti per l’iscrizione del club, ovvero il pagamento di stipendi e contributi e del Fondo di Garanzia, assieme alla fidejussione. Diciamo che non ho molta voglia di parlare».

Però Pecorelli, figlio di quel Mino assassinato in circostanze oscure durante gli anni di piombo, ci tiene a spiegare il suo punto di vista: «Eravamo d’accordo su tutto, io mi sarei assunto il monte debitorio della Samb depurato da quello in capo direttamente ai fratelli Tormenti, ovvero a quello bancario, di cui la Samb sarebbe stata appesantita solo per un 15% complessivo». Vale a dire circa 200 mila euro su 1,4 milioni circa.

«Per quello che mi riguarda il discorso è certamente chiuso qui. Ho alle spalle dei giorni frenetici oltre ad un bel po’ di soldi spesi, sarebbe quasi da presentare un conto spese ai responsabili di tutto ciò. Se ho sentito i Tormenti? Sì, mi hanno dato delle scuse banali. Spero che abbiano un’altra pista da seguire, lo spero per la Samb e i tifosi di San Benedetto. Ma io resto fuori».

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