MARTINSICURO – «Oggi abbiamo perso tutti»: è l’amara constatazione che Paolo Camaioni, consigliere di minoranza del gruppo di Città Attiva esprime sulla morte per overdose del giovane Eugenio Camaioni, a cui era legato non solo da vincoli di parentela, ma anche da profonda amicizia con la sua famiglia. «La notizia della sua morte mi è giunta come un fulmine a ciel sereno mentre ero al lavoro – ha affermato Paolo raggiunto telefonicamente – sono sconvolto».

E a tal proposito Camaioni ha voluto ricordare il ragazzo con un significativo post scritto di getto sul sito dell’associazione, poco dopo aver saputo la notizia. Vogliamo riportarlo integralmente:

«E’ devastante il solo pensiero di assistere impotenti all’ennesima, tragica fine di un giovane della nostra Città.

Addolora profondamente scrivere queste poche righe subito dopo lo stupendo “inno alla grazia dei bambini”, ripreso molto opportunamente dall’amico Stefano.

Era poco più di un bambino Eugenio, trovato esanime su una panchina vicino al Municipio.

Ed allora, quando queste tragedie toccano le nostre famiglie, si trova la forza per uscire dal miopie guscio di egoismi che ci inducono troppo spesso ad occuparci di problemi legati più all’assetto del territorio che alla vita delle persone. Solo allora si comprende appieno che tutte quelle situazioni che sembrano fondamentali per la vivibilità e la valorizzazione del nostro contesto urbano, impallidiscono al cospetto di quella che è da tempo immemorabile la piaga più nefasta di Martinsicuro.

Diventa quasi automatico a quel punto, che tutti si affannino ad analizzarne le cause ed a cercare le soluzioni.

Era poco più di un bambino Eugenio, lo ricordo pieno di sana vitalità.

Non avrei mai immaginato che i venditori di morte potessero ghermirlo con il loro ghigno satanico.

Possiamo spenderci per qualunque tipo di soluzione.

Rendere più efficienti i servizi sanitari, monitorare attentamente le situazioni più a rischio, creare strutture per i giovani ed il tempo libero, formare la coscienza degli adolescenti sugli effetti letali degli stupefacenti: va bene tutto. Ma se non si riparte dall’obiettivo di impedire con tutte le energie possibili che la nostra continui ad essere zona franca per i venditori di morte, ogni altro rimedio potrebbe risultare evanescente.

Questo è il momento del silenzio e della tristezza più profonda.

Oggi abbiamo perso tutti.

Era poco più di un bambino, Eugenio…»

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