CUPRA MARITTIMA – «Si è concluso un incubo durato quasi due anni». Tiziano Cossignani, direttore del Museo Malacologico di Cupra, si libera di un peso che gli era stato ingiustamente attribuito. Cossignani infatti era stato indagato penalmente dalla Procura della Repubblica di Fermo, ovvero dal Sostituto Procuratore della Repubblica, la dottoressa Iolanda Daniela Chimienti.

Nei suoi confronti i Carabinieri di Monza, nucleo Tutela Patrimonio Culturale, avevano ipotizzato ben 6 capi di imputazione: ricettazione, violazioni in atti giuridici, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, violazioni in materia di alienazioni e contrabbando, per ipotetici complessivi 15 anni di reclusione.

«Tutto è partito – inizia il racconto il direttore del museo – da un Professore universitario di Milano che dopo aver visitato la Mostra Malacologica di Cupra ha pensato di denunciare ai Carabinieri di Monza la presenza di fossili di dinosauro cinese, un Mixiosauro Triassico che io avevo individuato invece come Giurassico, poiché dal 2002 è vietato importate fossili dalla Cina. Peccato che quel dinosauro è a Cupra dal 1980».

Da qui è stato innescato tutto il procedimento penale e danni quantificabili il 2 milioni di euro. La dununcia ha portato alla perquisizione al Museo di Cupra Marittima e al sequestro di tutti i fossili presenti, compresi 5 dinosauri di plastica che furono dissequestrati nel giro di due mesi.

Spiega il direttore del Museo Malacologico: «Il Museo rimase chiuso cinque mesi per protesta, ci furono interrogazioni parlamentari, appelli al Presidente della Repubblica, perizie su perizie, indagini che hanno coinvolto il Comune di Cupra Marittima, la Regione Marche, le Università di Ancona, Milano, Roma e Camerino, l’Agenzia delle Dogane della Liguria e della Lombardia, La Sovrintendenza ai Beni Archeologici delle Marche, della Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, i Carabinieri di Monza, Venezia, Padova, Ancona, Bologna, Cupra Marittima, Firenze e Roma, 850 scuole delle Marche, e 13 commercianti in tutta Italia».

«Per il procedimento – dice ancora Tiziano Cossignano – sono state effettuate 4 verifiche a enti espositivi e sono state coinvolte 14 Ambasciate estere. A Pechino il Dipartimento dell’Ambiente Geologico del Ministero del Territorio e delle Risorse dlla Repubblica Cinese ha convocato un gruppo di esperti dell’Università della Geoscienza cinese per valutare i reperti del Museo Malacoligico di Cupra Marittima».

Aggiunge il direttore: «Sono stati percorsi dagli organi investigativi alcune migliaia di chilometri, effettuate decine e decine di interrogatori, sono state effettuate indagini patrimoniali e fiscali. Le istanze di dissequestro ed archiviazione dei legali dei miei legali, gli avvocati Paola Rinaldi e Wakim Khuri del foro di Pesaro sono state 6, ed il fascicolo agli atti è composto di 2 faldoni con 1430 pagine ed oltre 350 foto a colori».

«Ho sempre avuto fiducia – prosegue Cossignani – nei Carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali dello Stato Italiano, che con certosina tenacia hanno sviscerato le problematiche dei fossili governate da leggi che necessitano di una immediata revisione. Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e devo dire che i provvedimenti della Dottoressa Chimienti e della Dottoressa Moriconi sono stati saggi ed illuminati. Esemplare ed onesta la perizia del professor Umberto Nicosia della Sapienza di Roma».

«Il problema che è emerso da questa vicenda – conclude il direttore del museo – è che i fossili, nella Comunità Europea, non sono protetti, e lì dove vi è una tutela vige una normativa diversa e contrastante da Paese a Paese. Per quanto mi riguarda, potrei chiedere richiedere il risarcimento penale nei confronti del professore universitario di Milano, ma mi limiterò al risarcimento civile dei danni materiali, morali e d’immagine, poiché a mio avviso la macchina della giustizia ha problemi più importanti a cui pensare».

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