SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Appuntamento molto interessante, quello con Luca Telese in Palazzina Azzurra mercoledì 8 luglio nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore” organizzata dal Comune in collaborazione con la libreria “La bibliofila”. Il noto giornalista ha presentato la sua ultima opera “Qualcuno era comunista”, conquistando il pubblico con un intervento di quasi due ore.

Centoventi minuti nei quali il conduttore di “Tetris” ha rotto ogni schema prestabilito, affiancato dai moderatori Mimmo Minuto e Patrizio Patrizi.

Un racconto che inizia dal lontano 1989, anno in cui oltre al Muro di Berlino crollò pure un mondo, quello dei comunisti italiani: «Quell’avvenimento – ha spiegato Telese – convinse Achille Occhetto a pronunciare il famoso discorso della Bolognina, che corrispose alla fine del più importante partito comunista d’Occidente». Dissoluzione che successivamente si trasformerà in una vicenda piena di colpi di scena, condita di contraddizioni.

«Incoerenze che nascono dalla mancata risposta ad una semplice ma fondamentale domanda: Chi siamo realmente?» Già perché, come ha sottolineato la penna del “Giornale”, «quello della sinistra è soprattutto un problema di identità che negli anni l’ha resa incapace di vincere».

Non poteva poi mancare un riferimento all’attuale realtà politica nazionale, immersa nell’era del “velinismo”. Moda dilagante, alquanto pessima, che però non riguarderebbe esclusivamente il centrodestra di Berlusconi: «Nel 2008 Veltroni ebbe la colpa di candidare alla Camera una bella e giovane Marianna Madia, che alla sua prima conferenza stampa confessò: “Porterò la mia inesperienza”. A dir poco incredibile».

Tra i ripetuti e sentiti applausi, c’è infine stato spazio per un’imprevista polemica con uno spettatore, sorpreso dalla collaborazione del giornalista (“vicino” a Rifondazione) con il quotidiano del Cavaliere, «contornato oltretutto da analfabeti ed incapaci».

Immediata la replica: «Non condivido tutte le tesi contenute in quel giornale, ma credo che il confronto sia utile e necessario. Purtroppo la superiorità intellettuale presunta è un problema ancora presente nella nostra sinistra. Pensare che gli altri vincano esclusivamente per una “incapacità” dell’elettorato è un limite dell’attuale opposizione».

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