SANT’OMERO – «Il Comune rappresenta uno dei centri della Val Vibrata, e per molti anni è stato un nucleo di splendore locale. Ora vogliamo ridare nuovo lustro alla città»: a poco più di un mese dall’insediamento, il sindaco di Sant’Omero, Alberto Pompizi, traccia un profilo di quelli che saranno i primi interventi sulla città.

  

Sindaco, quali saranno le priorità che si prefigge di affrontare all’inizio del mandato amministrativo?

«La vigilanza nel centro cittadino, la manutenzione delle strade bianche e grande impegno ci sarà anche per il rilancio dell’Ospedale Val Vibrata, che per molti anni è stato il gioiellino d’Abruzzo. La situazione attuale è di forte disagio a causa dalla mancanza di personale tecnico-ausiliario e dei primari che non sono stati sostituiti dopo esser andati in pensione.

Un altro tassello di notevole importanza riguarda l’adeguamento sismico dei plessi scolastici. Infine vogliamo creare un comitato cittadino che potrà essere un sostegno e un supporto, ma allo stesso tempo avrà un compito di vigilanza per l’amministrazione. Questo comitato rappresenterà un punto innovativo poiché la cittadinanza si potrà confrontare a 360 gradi con il Comune».

 

Come intende promuovere il territorio?

«Attraverso una promozione della città sia a livello nazionale che europeo. Vogliamo dare alla zona un nuovo taglio turistico in modo da far conoscere il patrimonio artistico locale. A Sant’Omero ci sono risorse archeologiche, monumentali e ambientali di notevole interesse: basti pensare all’area archeologica di Santa Maria a Vico, alle cisterne romane sparse sul territorio, ai ceppi romani, al Castello, oppure al frantoio del 1800, per capire come la città abbia tutti gli ingredienti giusti per diventare una città turistica. E penso di sfruttare a tal proposito anche delle altre risorse attualmente inutilizzate».

 

Cioè?

«Sul territorio ci sono circa 200 case coloniche abbandonate da anni che rappresentano un patrimonio importantissimo, e per questo motivo vogliamo trasformarle in residenze alberghiere diffuse, per un turismo familiare che ama la campagna ma allo stesso tempo ha il mare a pochi passi. Le case coloniche rappresentano un grande potenziale per Sant’Omero, essendo di grande fascino sui turisti nordeuropei, tedeschi e olandesi in primis, che sempre più spesso investono nel nostro Paese. Questo processo ha una doppia finalità, poichè creerà attività turistiche e favorirà occupazione per i giovani del posto».

 

Lei ha parlato anche di progetti specifici per i giovani. Ci può dire di cosa si tratta?

«Pensiamo a strutture sportive di quartiere destinate ai bambini e ragazzi. Inoltre, abbiamo intenzione di favorire l’insediamento sul territorio di strutture di divertimento, come pub o discoteche, in modo che si possa trovare svago a livello locale senza dover per forza spostarsi.

Questa amministrazione poi punta molto sui giovani, e per tale motivo vuole creare una Consulta di Giovani, un organismo di promozione e di consultazione sulle tematiche giovanili in modo da rendere la politica alla portata di tutti. E infine, una banca dati specifica per favorire l’occupazione giovanile nelle aziende».

 

Se da un lato questa amministrazione spende energie per i ragazzi, quali progetti ha invece per gli anziani?

«Gli anziani rappresentano una risorsa per la comunità, e non un peso. A tal proposito quindi ristruttureremo la casa di riposo di Sant’Omero, ampliandola e mettendola in sicurezza. Realizzeremo anche degli orti autogestiti da affidare ad anziani e pensionati».

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