SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È ricco anche mercoledì il programma del 16° DocFilmFest Premio “Libero Bizzarri”. Il piatto forte è la giornata conclusiva della “Personale” di Giuseppe Piccioni, che ha riscontrato un buon successo di critica e di pubblico.
Aprirà la serata alle ore 21 presso il Teatro Concordia il film “La vita che vorrei”, con Luigi Lo Cascio, Sandra Ceccarelli, Galatea Ranzi e Roberto Citran, seguito alle ore 23.15 da “Il grande Blek”, con Roberto De Francesco, Sergio Rubini, Dario Parisini, Francesca Neri, Federica Mastroianni e Silvana De Santis, che concluderà la rassegna.
“La vita che vorrei” è la storia di Laura che, poco più che trentenne e con una incerta carriera di attrice alle spalle, viene scelta come protagonista per girare un film in costume ambientato nell’Ottocento che narra di una sfortunata storia d’amore. Sul set fa la conoscenza di Stefano, trentacinquenne attore piuttosto affermato, che torna a recitare dopo un film non riuscito. Tra i due nasce una relazione che ripercorre nella realtà le tappe e gli sviluppi della storia recitata sul set.
“Il grande Blek” è il primo lavoro del regista marchigiano: girato ad Ascoli, con “sconfinamenti” a Offida e San Benedetto, il film ripercorre la storia di alcuni adolescenti nati e cresciuti in una città di provincia, in attesa di spiccare il salto verso realtà diverse e “dove i fatti accadono davvero”. Una proiezione imperdibile per chi ha nel cuore un periodo indimenticabile per la storia personale di molti.
Presso l’Auditorium Comunale prosegue il percorso didattico della sessione estiva dell’Accademia Internazionale del Documentario, con le lezioni dei documentaristi Alessandro Ferroni e Mario Zanot. Ferroni, alle ore 10.00, affronterà, con la lezione “Lo spazio del reale tra immagine ed immaginario. L’esperienza Qosko Maki nel paesaggio della cooperazione internazionale”, il tema delle produzioni documentaristiche internazionali collegate al lavoro delle Ong nei paesi latino-americani a sostegno dei “ragazzi di strada”. Zanot tratterà alle ore 11.00 il tema “La tecnica del documentario per un profilo d’Autore”, e cioè l’abilità del documentarista nell’affrontare interviste con personaggi che, nel bene o nel male, hanno fatto la storia della nostra epoca.
Nel pomeriggio, sempre all’Auditorium, continuano le proiezioni dei documentari in concorso. “Hijos del sol” di Alessandro Ferroni è ambientato a Cusco, capitale dell’antico impero Inca collocata nelle frastagliate montagne andine, dove opera Qosko Maki (“La mano di Cusco”), un’associazione che offre a bambini e adolescenti che lavorano nelle strade della città un’opportunità di riscatto. “Il macellaio di Phnom Penh” di Mario Zanot è costruito attorno all’intervista, in esclusiva mondiale, a Kaing Guek Eav, noto come Duch, direttore del centro di tortura S-21 durante il regime di Pol Pot, responsabile della morte di 17.000 persone e oggi sotto processo in Cambogia con l’accusa di crimini contro l’umanità.

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