MARTINSICURO – A distanza di due mesi arrivano le prime risposte dagli Enti interpellati sull’argine spezzato del fiume Tronto. In prossimità della foce infatti, la sponda marchigiana risulta sfondata, e pone quindi la zona nord di Martinsicuro in una condizione di pericolo allagamenti in caso di forte mareggiata. Della questione si era interessato il consigliere di minoranza del Pd Mauro Paci, che in una lettera inviata agli enti preposti (i Comuni di Martinsicuro e San Benedetto, le Province di Ascoli e Teramo, le Regioni di Abruzzo e Marche, la Protezione Civile e l’Autorità di Bacino) chiedeva di verificare la sicurezza degli argini e di porre riparo nell’ultimo tratto del versante nord: «l’argine marchigiano del fiume è stato spezzato – aveva indicato Paci – trasformando la parte terminale dell’argine in un’isola. Tale situazione sposta la forza del mare ad ovest dell’argine abruzzese, dove esiste un solo argine in terra battuta, con la conseguente possibilità di una penetrazione del mare nel centro abitato di Martinsicuro».

A distanza di due mesi le prime due risposte giunte al consigliere comunale sono state quelle dell’Autorità di Bacino e della Regione Abruzzo, entrambe però profuse ad un rimbalzo di responsabilità e competenze sulla la questione posta in essere: l’Ufficio Tecnico per i Bacini Idrografici della Regione Abruzzo infatti «sollecita il Servizio Regionale del Genio Civile di Teramo, competente per territorio, a svolgere gli accertamenti necessari nell’ambito delle proprie attribuzioni» e in seguito a riferire allo stesso Ufficio tecnico, mentre dalla risposta dell’Autorità di Bacino si evince la mancanza di fondi per la sistemazione dell’argine: «Questa autorità non può che ribadire il fatto che non è assegnataria al momento di risorse finanziarie di investimento volte alla risoluzione di tali problematiche». L’Ente inoltre, ricorda «il riparto delle competenze previste dalle disposizioni di legge, per quanto attiene alle funzioni amministrative ed alla realizzazione degli interventi».

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