ROMA – Sono state approvate dal Parlamento le nuove norme sulla sicurezza, conosciute come “pacchetto Maroni”, a cui si aggiungeranno presto gli ordinamenti del disegno di legge firmato Carfagna sulla prostituzione in strada. Le disposizioni contenute secondo le associazioni che si occupano del settore prometterebbero un effetto catastrofico sulle persone straniere oppresse dallo sfruttamento a sfondo sessuale e i dati sono già disponibili.
L’Associazione On the Road di Martinsicuro, insieme ad altre 26 associazioni impegnate a sostegno di diritti delle vittime della prostituzione, come l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Cooperativa Dedalus, Consorzio Nova, Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza (CNCA) e Movimento di Identità Transessuale (MIT), hanno presentato lunedì a Roma, durante un seminario nazionale intitolato intitolato “Prostituzione. Quali politiche e quali risposte”, un rapporto di monitoraggio sulle ordinanze già emesse in 46 comuni italiani, che anticipano il disegno di legge proposto dalla ministra Carfagna.
Seicento le ordinanze emesse dai sindaci, di cui il 19% riguardanti la prostituzione. Fra il numero dei comuni “pilota”, distribuiti su 20 province e 10 regioni, sono state monitorati, per le Marche, Falconara Marittima, Fermo, Porto S. Elpidio e Porto San Giorgio, Martinsicuro, Controguerra, Silvi Marina e Montesilvano per l’Abruzzo.
Il risultato del provvedimento sulle ordinanze? Dal rapporto emergerebbe che l’accanimento sulle persone straniere implicate nel reato di prostituzione non ha determinato nessuna sicurezza in più per i cittadini, ma avrebbe aggravato sensibilmente le condizioni di insicurezza e sfruttamento di chi si prostituisce. Dall’analisi sembra che il “problema” sarebbe stato spostato verso aree limitrofe non soggette a controlli, dove le reti criminali posso esercitare un maggiore controllo sulla situazione. Fra le conseguenze più evidenti, quindi, secondo “On the Road” ci sarebbero l’aumento della dipendenza dalla rete dello sfruttamento, la diminuzione delle possibilità di contatto con operatori sociali e forze dell’ordine e, infine, un aumento dei rischi connessi alla salute, grazie all’introduzione del reato di clandestinità, che scoraggerebbe l’accesso ai basilari servizi pubblici, per paura della denuncia.

Con questo rapporto, scaricabile al sito www.ontheroadonlus.it, si chiede alla ministra Carfagna di aprire un dialogo con gli addetti ai lavori, («mai avviato»), per arrivare a definire un testo che sia una risposta concreta ad efficace alla cittadinanza, alle persone che si prostituiscono, alle vittime di tratta e sfruttamento.

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