ASCOLI PICENO – Due giovani neosindaci sventolano la bandiera dell’orgoglio democratico: Stefano Stracci (con circa il 65% delle preferenze eletto primo cittadino di Monteprandone) e Valerio Lucciarini (al 62% ad Offida), scrivono congiuntamente che «l’attenzione per le elezioni provinciali e quelle per le amministrative di Ascoli non devono relegare a margine che sono stati raggiunti risultati straordinari in altri comuni del territorio, ora fatti passare in secondo piano per logiche di appartenenza interna, per tenere alta una tensione, mestiere più esercitato da coloro che, sconfitti alle elezioni, hanno interesse che si origini una situazione di scontro».
Anche Lucciarini e Stracci si lanciano, comunque, in una autocritica: «Non è un atteggiamento giustificato, per un partito di governo, non riuscire a ragionare al suo interno; non è possibile che ognuno di noi, immediatamente dopo le elezioni, non abbia promosso una riflessione interna, caso per caso; non è comprensibile che si agisca soltanto con la logica delle accuse incrociate. Occorre ridare serietà alla politica ed al nostro partito che non può, assolutamente, mettersi in cerca di capri espiatori con l’unico obiettivo di ricercare spazio per le proprie aspettative»
«E’ deprimente, inoltre, verificare questa voglia insistente di “guerra tra territori” che qualcuno, in particolare fuori dal nostro partito, ha interesse a stimolare per indebolirci tutti, nessuno escluso – continuano – Confidiamo nella lungimiranza delle diverse personalità sulle quali il Pd di Ascoli Piceno può, sicuramente contare e siamo certi che, in un clima costruttivo di confronto politico aspro ma civile, si riusciranno a trovare soluzioni condivise che possano accompagnarci sino all’appuntamento congressuale che ci attende, nel rispetto delle regole ma senza strumentali rigidità preconcette. Non crediamo che i cittadini continueranno a seguirci se non supereremo i tempi delle tensioni e dei “j’accuse” a cui i nostri elettori hanno dimostrato di non essere affezionati chiedendoci, al contrario, risposte ai problemi reali dei cittadini del territorio Piceno».
La difesa del Partito Democratico si vede poi nella solidarietà espressa al coordinatore provinciale Mauro Gionni, che avrebbe ricevuto anche delle minacce intimidatorie: «Crediamo che non si debba disperdere il lavoro svolto in questi anni da una nuova generazione che non nasce né democristiana né comunista ma che intende incarnare i valori del Partito nuovo, cioè del Partito Democratico. In questo momento precongressuale attaccare il Segretario Provinciale del Partito a nostro avviso, è un tentativo di instaurare un regime di anarchia che faccia da sponda ad un progetto che ripristini vecchie logiche e vecchie gerarchie. Noi ci opporremo a questo progetto e lavoreremo affinché si faccia un congresso su contenuti nuovi e con uomini in grado di interpretarli; per un partito che valorizzi i territori e sappia mettere al centro i circoli, vera forza vitale della nostra organizzazione. La nostra non è una difesa a prescindere di un “personaggio” politico ma la strenua difesa delle istituzioni democratiche del nostro partito che in questo momento hanno subito pesanti attacchi».

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